Ricominciare da Mozart e Beethoven

L’Orchestra della Toscana con un nuovo direttore principale e a ranghi rinnovati

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La conferenza stampa dell'ORT
La conferenza stampa dell'ORT

Un giovanissimo direttore principale, Diego Ceretta, e un’orchestra che si sta rinnovando profondamente nelle sue componenti, prime parti e file. E per costruire o ricostruire il suono e l’identità di un’orchestra sinfonica, dice Ceretta, bisogna partire dal repertorio classico per eccellenza, da Mozart e Beethoven al centro (ma anche Schubert, Mendelssohn, Brahms, Dvorak, Cajkovskij), e in ciò è sostenuto dal direttore artistico Daniele Spini, che è uno che di orchestre se ne intende dopo la pluriennale esperienza all’Orchestra Rai di Torino e all’Orchestra Haydn di Bolzano e Trento; alle altre linee privilegiate dello storico repertorio Ort, come il Novecento storico e l’esplorazione di pagine più rare, si potrà tornare nelle prossime stagioni.

Archiviati con soddisfazione gli ottimi risultati del ‘22-’23, addirittura con un lieve superamento dei dati pre-Covid per ciò che riguarda le presenze del pubblico ai concerti nella sede del Teatro Verdi di Firenze, l’Orchestra della Toscana propone quattordici concerti al Verdi (a cui si riferiscono le date di cui oltre) con repliche in tutte le province toscane (con l’eccezione di Prato) in sedi illustri come il Teatro Goldoni di Livorno e il Teatro Verdi di Pisa ma anche in spazi diversi che vanno dagli antichi teatri d’accademia a situazioni nuove come La Città del Teatro di Cascina, ciò che è nel mandato e nelle ragioni d’essere di questa orchestra, ma anche con escursioni importanti fuori regione, Milano, Mantova, Imola, Cremona, Sarzana, Piacenza.

Non è che questa linea generale non abbia le sue “estensioni”, infatti il concerto inaugurale del 4 novembre al Verd, che prevede un’anteprima all’auditorium di Milano Fondazione Cariplo il 3 novembre, vede in programma la Quarta e i Kindertotenlieder di Maher, grazie alla fusione dell’Ort con l’Orchestra Giovanile Italiana, sul podio Markus Stenz, voce solista Sophie Harmsen. L’attenzione alle nuove leve dichiarata da Daniele Spini è marcata nella scelta di direttori e solisti. Il neodirettore principale firma tre programmi (1 dicembre, 24 dicembre per il Concerto di Natale e 7 marzo), altri due direttori che hanno ben figurato nella stagione ‘22-’23, Erina Yashima e Andrea Battistoni, dirigono ciascuno due concerti, al direttore onorario James Conlon è affidato il secondo concerto in stagione il 16 novembre.

I direttori nuovi su questo podio sono Emmanuel Tjeknavorian, Otto Tausk e Umberto Clerici, da segnalare fra i solisti che sono con l’Ort per la prima volta la pianista-compositrice Lera Auerbach, che nel terzo concerto diretto da Ceretta, un tutto Mozart, è solista nel concerto K 466 e autrice di un omaggio a Mozart intitolato Eternity, e il violoncellista Ettore Pagano nel concerto di Dvorak nel concerto finale del 16 maggio diretto da Erina Yashima. Tornano fra i solisti Kolja Blacher nella doppia veste di direttore e solista (il concerto di Beethoven e la “Scozzese” di Mendelssohn, 1 febbraio), Mario Brunello, Francesca Dego, Alessandro Taverna per “L’Imperatore” nel primo programma di Ceresa. Per il concerto di Carnevale ritorna l’ameno duo violino e pianoforte Igudesman e Joo (13 febbraio).

Come sempre moderata la spesa per abbonamenti (dal prezzo intero di 240 euro per tutta la stagione a formule più ridotte e flessibili) e biglietti, e si conferma l’iniziativa “Le vie della musica” che assicura il trasporto del pubblico dell’area metropolitana a Firenze.

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