L’Orchestra Senzaspine “dal blue al rosso”

L’11 novembre l’Orchestra Senzaspine, in collaborazione con Bologna Jazz Festival, propone la Sinfonia n.5 di Shostakovich e Rhapsody in Blue di Gershwin, oltre a una “prima” assoluta di Luigi Grasso | NEWS IN COLLABORAZIONE CON ORCHESTRA SENZASPINE

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Orchestra Senzaspine (foto Note Fotografiche)
Orchestra Senzaspine (foto Note Fotografiche)

Riprendendo le fila di un concerto sinfonico previsto per il marzo del 2020 e annullato per l’incombere della pandemia, venerdì 11 novembre 2022 (ore 21.00) l’Orchestra Senzaspine offre presso il Teatro Auditorium Manzoni di Bologna uno speciale appuntamento rappresentato dal concerto titolato “Gershwin - Shostakovic, Dal blue al rosso”.

A guidare la serata il direttore Tommaso Ussardi, impegnato sul podio della compagine orchestrale bolognese, affiancato da affermati solisti quali Luigi Grasso al sax e Pietro Beltrani al pianoforte. Il programma prevede, accanto a suggestive pagine quali la Sinfonia n. 5 di Shostakovich e Rhapsody in Blue di Gershwin, la prima esecuzione assoluta della Suite Dantesca di Luigi Grasso.

Un percorso musicale, quello offerto da questo concerto, che propone un ritratto di due epoche e mondi differenti quali quelli rappresentati dalla Russia da un lato e dall’America dall’altro, simboleggiati dai colori rosso e blu, estremamente diversi, portati a fondersi sullo stesso palco grazie alla musica.

Pietro Beltrani (foto Note Fotografiche)
Pietro Beltrani (foto Note Fotografiche)

Pietra miliare e opera cara ai Senzaspine, la ‘Sinfonia n.5’ di Dmitrij di Shostakovich sembra rappresentare un destino: l'irreparabilità della tragedia. La facciata esterna, levigata dell'orchestrazione limpida (nonostante il gran numero di strumenti convocati, con l'aggiunta di tutte le percussioni, pianoforte compreso), il rigore della forma-sonata classica e l'economia dei quattro movimenti tradizionali, faticano a contenere l'urgenza simbolica dei temi e la violenza catastrofica delle sonorità. Faticano ad alleviare il profondo dramma umano che, con accenti fortemente interiorizzati, tutta l’opera esprime. Nel vortice di un conflitto di proporzioni immani, la musica di Shostakovich ci insegna l'arte umanissima del sopravvivere alle utopie, e la necessità di lottare lucidamente con ogni mezzo, anche con il parziale sacrificio di sé, per tenere in vita la speranza. A questa pagina seguirà quindi Rhapsody in Blue di George Gershwin, interpretata per l’occasione dal poliedrico pianista Pietro Beltrani. Opera composta tra la fine del 1923 e il 1924, questa pagina rappresenta una delle composizioni più celebri di Gershwin. Sintesi originale di musica popolare e colta, l'opera nasce con la volontà di rappresentare le molteplici culture conviventi in quegli anni a New York e fu inizialmente concepita per due pianoforti, mentre la versione più spesso eseguita oggi è quella per un solo pianoforte e orchestra, resa ancora più ampia nel 1942 a seguito della riorganizzazione effettuata da Ferde Grofé. Pagina fortemente rappresentativa della realtà metropolitana newyorkese e più in generale della cultura americana, Rhapsody in Blue è stata descritta dal suo stesso autore come «una sorta d fantasia multicolore, un caleidoscopio musicale dell'America, col nostro miscuglio di razze, il nostro incomparabile brio nazionale, i nostri blues, la nostra pazzia metropolitana».

Luigi Grasso (foto Philippe Levy-Stab)
Luigi Grasso (foto Philippe Levy-Stab)

Grazie alla produzione realizzata in collaborazione con Bologna Jazz Festival, e promossa dalla Regione Emilia-Romagna con la Legge Regionale per la Musica, accanto alle due grandi opere di Shostakovich e Gershwin verrà eseguita in prima assoluta la una nuova opera per sassofono e orchestra di Luigi Grasso titolata Suite Dantesca, una delle rare pagine a prevedere una parte solista di carattere jazz con un’orchestra sinfonica senza alcuna sezione ritmica. Ispirata alla Divina Commedia di Dante, l’opera rende omaggio a quattro personaggi incontrati dal Poeta nel suo viaggio iniziatico e metafisico: Virgilio, Cerbero, Catone e Beatrice. Il materiale tematico-musicale, guidato dal gesto improvvisato del solista, evolve nel corso dei quattro movimenti trasformandosi grazie alle scelte armoniche raffinate e un’orchestrazione dal segno originale.

Per informazioni e biglietti: www.senzaspine.com, info@senzaspine.com, circuito Vivatiket: https://bit.ly/3g6jrI3.

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