La stagione 26/27 dell’Opera di Lyon
In programma le opere Lucrezia Borgia e Salomé, oltre la rara Notte di maggio di Rimski-Korsakov. Per la danza nuova creazione dell’italiano Alessandro Sciarroni
27 marzo 2026 • 4 minuti di lettura
La metamorfosi e difendere la gioia come atto politico e di resistenza. Sono queste le parole chiave del cartellone per la stagione 26/27 dell’Opera di Lione, presentato da Richard Brunel, suo Direttore Generale e Artistico dal settembre 2021, che considera il suo incarico anche una missione civica. In programma 10 titoli d’opera e altrettanto ricca e variegata la programmazione di balletti e concerti. Metamorfosi come filo conduttore perché tutte le storie che saranno proposte raccontano momenti in cui la realtà si incrina, in cui le certezze vacillano, portando a una completa riconfigurazione delle identità con personaggi travolti da forze che sconvolgono l'ordine costituito e trasformano il mondo. Si comincerà ad ottobre con L'amore delle tre melarance di Prokofiev, libretto tratto dalla commedia omonima di Carlo Gozzi in cui un principe triste cerca di guarire, nella versione francese curata dallo stesso compositore, nuova produzione affidata alla regia di Laurent Pelly e con la direzione musicale di Dmitry Matvienko, annunciata con una scenografia surrealista. Seguirà a dicembre la ripresa de La figlia di Madame Angot di Charles Lecocq, regia dello stesso Richard Brunel, creata nel 2023 per l’Opéra Comique a Parigi e che sarà presentata in una versione rilavorata. Ripresa poi a gennaio anche del Peer Gynt di Grieg del 2022 con la regia di Angèlique Clairand che ha trasformato il protagonista in un ragazzo chiuso in una stanza perché la realtà gli è insopportabile, come per certi adolescenti giapponesi d’oggi, ed il suo viaggio è quindi tutto interiore, con Jérémy Lopez, membro della Comédie-Française, nel ruolo principale. Si arriverà così al Festival, momento forte da vent’anni della programmazione dell’Opera di Lyon, articolato come d’abitudine su titoli sia di repertorio che nuove creazioni. La prossima primavera, il Festival sarà dedicato in particolar modo alla voce con una nuova produzione di un capolavoro del Belcanto, la Lucrezia Borgia di Donizetti mai andata in scena all’Opera di Lione, che sarà affidata alla regista tedesca Tatjana Gürbaca e al maestro Jader Bignamini per la direzione musicale, in alternanza con il francese François Lopez Ferrer, nel ruolo della protagonista il soprano Lidia Fridman. L’altra nuova produzione del Festival sarà la Salomè di Richard Strauss che manca a Lione da cinquant’anni, il nuovo allestimento è stato affidato a Calixto Bieito, la direzione musicale a Constantin Trinks, nel ruolo titolo con il soprano canadese Ambur Braid. Durante il Festival, la voce sarà poi portata fuori dalla cteatro per tutta la città e nei teatri vicini con un Winterreise di Franz Schuber al Théâtre National Populaire di Villeurbanne, con la regia di Deborah Warner, protagonista il tenore Ian Bostridge, al piano Julius Drake; al Théâtre des Célestinss sarà dato “Chiens” nella messa in scena di Lorraine di Sagazan; il Camion-Opéra itinerante proporrà la ripresa di “Zylan ne chantera plus”, monodramma della compositrice parigina, originaria di Singapore, Diana Soh. A maggio, per la prima volta in Francia, sarà messa in scena l’opera rara in tre atti di Rimskij-Korsakov "Notte di maggio", dove il meraviglioso viene a riparare ciò che la realtà ha danneggiato, nuova produzione con la regia di Christof Loy e tra gli interpreti il tenore ucraino sempre più acclamato Bogdan Volkov. Chiuderà la stagione a maggio "Olympe la ribelle" della compositrice Isabelle Aboulker, un'opera per mezzosoprano, baritono, coro d’adolescenti e piano sulla rivoluzionaria Olympe de Gouges, considerata tra le prime femministe moderne, una donna che ha fatto la storia di Francia anche se il suo ruolo non è ancora pienamente riconosciuto. Altrettanto curata e varia la programmazione dedicata alla danza, presentata dal direttore del balletto dell’Opera di Lyon, Cédric Andrieux, che ha sottolineato come il cartellone di danza è caratterizzato dall’intensità delle emozioni che può suscitare il corpo in movimento. Una prima proposta metterà insieme a settembre la celebre “Dance” di Lucinda Childs con “HØPE”, creazione dell’italiano Alessandro Sciarroni che fa proprio il two-step, la danza a coppia country del Sud degli Stati Uniti. E poi entrerà in repertorio la Sagra della primavera, ci sarà la danza “di resistenza” House, le punte contemporanee di David Dawson, la ripresa di Workwithinwork di Willliam Forsythe su musiche di Luciano Berio, lavori di Anne Teresa De Keersmaeker ed anche una “battaglia” hip hop davanti e poi dentro il teatro. La stagione dei concerti vedrà molte direzioni di Daniele Rustioni che, essendo stato nominato Direttore Ospite Principale della Metropolitan Opera House di New York, lascerà la direzione musicale dell’Opera di Lione, anche se ne resterà legato in quanto nominato suo direttore emerito. Ci sarà tanto Mahler, ma anche Wagner, Bruckner, Beethoven, Sibelius e Schumann. Il direttore Brunel ha tenuto all’inizio della conferenza stampa di presentazione della stagione anche a ricordare come l’Opéra national de Lyon è il primo datore di lavoro nel settore della cultura della regione Auvergne-Rhône-Alpes, come sia uno “strumento” di creazione completo, che dipende ancora dalla sovvenzioni pubbliche ma sempre più autonomo e sempre più aperto alle collaborazioni e alle eco-produzioni, annunciando infine, con orgoglio e in quest’ottica, che la prossima primavera sarà proprio l’Opéra de Lyon ad accogliere i lavori primaverili di Opera Europa.