La Scala apre con Otello
Dirige Chung, regia di Michieletto
29 maggio 2026 • 3 minuti di lettura
Secondo anno di Fortunato Ortombina alla sovrintendenza della Scala, ma in realtà suo primo alla programmazione, e primo anno pure per Myung-Whun Chung quale direttore musicale. La stagione 2026-27 apre il 7 dicembre con l'atteso Otello di Verdi, col maestro coreano sul podio e la regia di Damiano Michieletto, protagonista Brian Jagde che non avrà il volto tinto di nero, Luca Salsi (Jago), Eleonora Buratto (Desdemona). Se per i cast e le date va consultato il sito, sfogliando il programma saltano agli occhi due titoli del secolo scorso che per un strano destino figurano novità per la Scala: Don Quichotte di Jules Massenet (1910) e Nixon in China di John Adams (1987). La prima con Bertrand De Billy sul podio, per la regia di Michieletto, l'altra con Kent Nagano sul podio e la regia di Valentina Carrasco. Per rispettare le date, va segnalato che a gennaio tornerà dopo cinquant'anni alla Scala Les pêcheurs de perles di Bizet, coproduzione col Teatro Real di Madrid, a dirigerla l'ungherese Henrik Nánási alla sua prima esperienza scaligera, Nadir sarà Dmitry Korchak. Di seguito la ripresa del fortunato Don Giovanni firmato da Robert Carsen, diretto da Thomas Guggeis, che ha dato un'ottima prova due anni fa col Entführung aus dem Serail. A febbraio il ritorno di routine di Bohème firmata Zeffirelli (diretta da Daniel Oren) che Ortombina ha annuciato specificando quanto sia difficile inventare una nuova regia, anche se probabilmente sarà questa la sua ultima ripresa.
Debutta invece sul podio scaligero Francesco Ivan Ciampa in Anna Bolena di Donizetti, nel ruolo del titolo Vasilisa Berzhanskaya, con la regia di Chiara Muti. Ad aprile l'atteso rientro di Riccardo Chailly che dirigerà una nuova produzione di The Rake's Progress di Stravinsij, opera che aveva affrontato quarantasette anni fa al Lirico per la stagione scaligera con la London Sinfonietta e poi al Piermarini con la indimenticabile scenografia di David Hockney; questa volta la regia è affidata a Kasper Holten con cui il maestro ha collaborato per Boris, all'inaugurazione della stagione 2022. Il secondo impegno di Myung-Whun Chung è invece Macbeth di Verdi a maggio in collaborazione con la Wiener Staatsoper, la regia è affidata al debuttante scaligero Barrie Kosky che ha creato il vuoto in scena, facendo muovere i personaggi in uno spazio tenebroso. La perfida Lady è Anastasia Bartoli, mentre il ruolo del titolo è per Luca Salsi, quello di Banco per René Pape.
Alla conferenza stampa di presentazione della stagione, Ortombina ha confessato che tra le opere più rischiose da proporre è I Puritani, per via del ruolo impervio del tenore, ma è stato individuato in Galeano Salas che a luglio vestirà i panni di Arturo, sul podio Fabio Luisi, per la regia di Davide Livermore. In autunno un interessante e raro repêchage, Leonora del parmigiano Ferdinando Paër (che pare abbia influenzato Fidelio di Beethoven), affidata alla bacchetta di Roland Böer, per la regia di Daniele Menghini; e in chiusura di stagione la ripresa di Il Barbiere di Siviglia, messo in scena da Leo Muscato e diretto da Giulio Cilona della Deutsche Oper di Berlino.
Da una rapida scorsa dei programmi sinfonici, segnaliamo un po' a caso i ripetuti omaggi a Beethoven, per il bicentenario della morte, la Johannes Passion di Bach diretta da Riccardo Chailly, Kirill Petrenko che dirige la Filarmonica nei Vier letze Lieder di Strauss e nel Sacre du printemps di Stravinskij e coi suoi Berliner Meeresstille und glückliche Fahrt di Mendelssohn, la Quinta di Schubert e la Quarta di Mahler. Inoltre due concerti straordinari, in ottobre Michele Gamba che dirige musiche di Donizetti, Rossini e Verdi, col tenore Juan Diego Flores, il 20 dicembre come "Concerto di Natale" la Nona di Beethoven diretta da Myung-Whun Chung.