Il Rinascimento musicale ma non solo è a Firenze

Il Rinascimento a 360 gradi nel festival FloReMus dal 6 al 27 settembre, con concerti, conversazioni, visite guidate, un laboratorio musicale,

ET

25 agosto 2026 • 4 minuti di lettura

Capella de la Torre, foto Anna Kristina Bauer
Capella de la Torre, foto Anna Kristina Bauer

Dal 6 al 27 settembre, la decima edizione di FloReMus, il festival dell’associazione L’Homme Armé dedicato al Rinascimento in musica, propone dieci concerti, tre visite musicali, sei conversazioni alla biblioteca delle Oblate, un laboratorio attivo (condotto da Stefano Albarello e Daniele Poli e dedicato agli incroci fra canto colto e popolare nel Medioevo, domenica 13 ore 19,30 – 13 e 14,30 – 17 al Circolo Pensionati Isolotto, gratuito su prenotazione), e una passeggiata musicale conclusiva, proseguendo, oramai che siamo all’edizione numero 10, nell’allargamento dei programmi e degli obiettivi di coinvolgimento anche attivo del pubblico, di valorizzazione di luoghi e monumenti musicali, di attività, il tutto focalizzato sul vastissimo panorama musicale tra Quattro e Cinquecento, dall’inizio dell’Umanesimo italiano alle soglie del barocco, con la conferma di un pubblico, costituito sia italiani sia di stranieri, che di anno in anno sta progressivamente crescendo.

Come sempre, i concerti serali propongono alcuni gruppi o musicisti particolarmente apprezzati nel panorama europeo della musica antica.  Stavolta si comincia con un ensemble strumentale tedesco di fiati e percussioni, la Capella de la Torre, che ripropone le esecuzioni degli ensemble di questo tipo sempre presenti nei festeggiamenti in tutta Europa, e stavolta ci offrirà Ein Feste Burg. Musiche per il giorno di nozze di Lutero (musiche di Josquin Desprez, Heinrich Isaac, Ludwig Senfl, Johann Walter) immaginando la musica presumibile per il giorno del matrimonio tra Martin Lutero e l’ex monaca cistercense Caterina di Bora, dall’accompagnamento in chiesa al mattino fino alle danze cerimoniali la sera (domenica 6 settembre, Auditorium Sant’Apollonia in via San Gallo 25). C’è poi l’ensemble catalano Capella de Ministrers (venerdì 11 settembre, Auditorium Sant’Apollonia), specializzato nella musica antica iberica, che arriva con un programma cronologicamente legato a Lucrezia Borgia (in quanto figlia di un papa catalano) con musiche di Juan Cornago, Bartolomeo Tromboncino, Luis Milan, Joan Antonio Dalza. C’è poi la specialista di strumenti storici a tastiera Catalina Vicens (giovedì 17 settembre, Cenacolo del Fuligno in via Faenza 40), con un programma sulla prima letteratura spagnola, italiana e inglese per cembalo, Plucking Tears. Musica per tastiera e strumenti a pizzico in Italia, Spagna e Inghilterra, musiche di Marchetto Cara, Antonio de Cabezón, Luis Milan, John Dowland; infine, naturalmente, i padroni di casa con l’esibizione dell’ensemble L’Homme Armé (domenica 20 settembre, Auditorium Sant’Apollonia), in un programma dedicato agli scambi musicali tra Cinque e Seicento tra le corti di Firenze e Mantova, musiche di Alessandro Striggio, Marco da Gagliano, Giaches de Wert, Salomone Rossi, Claudio Monteverdi .

Gli interpreti giovani e le formazioni emergenti vedono ampliato il loro spazio nei Concerts à boire del tardo pomeriggio (al Cenacolo del Fuligno, all’Auditorium di Santa Croce al Tempio in via San Giuseppe, a Palazzo Medici Riccardi, al Cenacolo di Andrea del Sarto nel Museo di San Salvi, alla chiesa di San Donato in Polverosa) fra cui segnaliamo almeno quello di venerdì 18 a Palazzo Medici Riccardi, con l’Ensemble Arco Amoroso in un’antologia del madrigale italiano, musiche di Luca Marenzio, Maddalena Casulana, Luzzasco Luzzaschi, Claudio Monteverdi, ingresso libero fino a esaurimento dei posti. Confermate anche le visite ai tesori musicali di tre importanti biblioteche di Firenze, la Medicea Laurenziana, la Marucelliana, la Nazionale Centrale, con le esecuzioni di pezzi qui custoditi in codici mitici come lo Squarcialupi e il Pluteo 29.1 della Medicea Laurenziana. Né manca, come nella passata edizione, lo spazio per un importante organo antico, come quello della SS. Annunziata su cui lunedì 21 alle 19 Simone Stella eseguirà musiche di Claudio Merulo, Bernardo Pasquini, Giovanni Gabrieli, Girolamo Frescobaldi.

FloReMus è nato per dimostrare, nella città d’origine del Rinascimento, che la musica è parte integrante di quella fioritura, ma poi coglie sempre qualche occasione per informare sugli aspetti più vari della sua straordinaria fenomenologia, con le conversazioni alla Biblioteca delle Oblate che stavolta saranno affidate a specialisti di settori, personaggi, episodi, aspetti particolari di quell’epoca, fra cui segnaliamo Elisa Tosi Brandi (8 settembre sugli usi del vestire nel Rinascimento), Paolo Trovato (10 settembre) che parlerà di Lucrezia Borgia fra realtà e leggenda preparando così il concerto del gruppo catalano, e Luigino Bruni (23 settembre sull’economia francescana).

La novità di quest’anno sarà la “passeggiata musicale” (domenica 27 settembre, da San Niccolò alla chiesa di Santa Margherita a Montici) organizzata in collaborazione con Tempo Nomade, un duo specializzato nell’organizzazione di passeggiate con temi storico-culturali e naturalistici: in questo caso il tema è terribilmente attuale, Guerra e Pace, ma prende spunto da luoghi legati all’assedio di Firenze del 1529-1530, e terminando il tutto con la musica dell’organo di Santa Margherita a Montici. Programma completo e dettagli sul Festival FloReMus sul sito.