Arezzo premia l’Oriente

Vinta da un coro universitario indonesiano l’edizione 2026 del concorso corale intitolato a Guido d’Arezzo

ET

25 agosto 2026 • 3 minuti di lettura

Foto Solo Hobos Factory
Foto Solo Hobos Factory

Il coro indonesiano “Telkom University Choir” diretto da Aldo Randy Ginting è il vincitore del Gran Premio Città di Arezzo del 74.mo Concorso Polifonico Internazionale Guido d’Arezzo, il più antico festival dedicato alla musica corale. La formazione accede così di diritto al Gran Premio Europeo di Canto Corale 2027 organizzato dal circuito EGP, che riunisce i principali concorsi corali europei, Maribor (Slovenia), Debrecen (Ungheria), Tolosa (Paesi Baschi), Varna (Bulgaria), Jurmala (Lettonia), e naturalmente il concorso aretino che è il veterano fra queste realtà e che ospiterà il concorso EGP nel 2027. Purtroppo, a quanto ci ha detto il direttore artistico del concorso, Luigi Marzola, il concorso di Tours, che era un membro storico di questo cartello, ha dovuto dichiarare la chiusura delle proprie attività, in seguito alla decisione dell’amministrazione locale di destinare altrimenti le risorse. Il che potrebbe essere visto come un sintomo della fase critica attraversata attualmente da questi concorsi.

Ma qualche compensazione arriva, come vedremo, da altre aree del globo. Purtroppo le contingenze geopolitiche, tra non concessioni di visti e timori per le rotte mediorientali, hanno drasticamente ridotto il numero dei partecipanti rispetto agli iscritti, e così i gruppi nelle varie sessioni erano in tutto cinque, di cui due formazioni italiane, il Gruppo Vocale Garda Trentino diretto da Enrico Miaroma e l’ottetto Nox diretto da Davide Galleano, che, in quanto secondo e terzo classificati nella sezione concorsuale dedicata alla musica sacra, si sono esibiti anche loro nella cerimonia di proclamazione del premio, avvenuta il 22 pomeriggio.

Nel corso della stessa cerimonia, due realtà cinesi, il coro giovanile Chuan (direttrici Ruochen Huang, Dan Yi), la cui voce-mascotte è rappresentata qui in foto,  e il coro femminile Chengdu Tianzhiyun (direttrici Yun Xing e Dan Yi), hanno ricevuto delle menzioni di riconoscimento, il primo per l’impegno dimostrato nell’avvicinarsi con serietà ad un repertorio lontano dalle proprie matrici culturali come quello polifonico-corale occidentale, il secondo per la sincera espressività dimostrata nella loro esibizione nella serata al Teatro Petrarca, dedicata al canto popolare,  il cui premio speciale, deciso dal pubblico, è stato anche in questo caso assegnato al Telkom University Choir, prodottosi in una pittoresca e coloratissima esibizione con costumi e maschere in cui i giovani indonesiani hanno dimostrato un vivido talento teatrale. Gli eventi, tutti a ingresso libero, si sono svolti nella chiesa di San Domenico nell’auditorium Caurum Hall, nella Casa della Musica che ha sede nello splendido Palazzo di Fraternita dei Laici in Piazza Grande, dove si è svolto  il convegno di cui diremo, e nel Teatro Petrarca per il concerto di musica popolare.

Da ricordare come evento caratterizzante e particolarmente importante di questa edizione il convegno per il quarantesimo anniversario della morte di Fosco Corti, grande maestro di coro e maestro dei maestri di coro (la formazione dei quali continua fra le attività principali della Fondazione Guido d’Arezzo), con gli interventi di suoi allievi e attualmente direttori di corì e formazioni importanti, Rosalia Dell’Acqua, Dario Tabbia (che era anche parte della giurìa del concorso, presieduta da Helena Fojcar Zupancic), Fabio Lombardo, unanimi nel sottolineare con commozione la carica spirituale e l’intensità dell’espressione e della motivazione come componenti del suo magistero. Ma è stata importantissima anche la partecipazione di veterani e “storici” del concorso fin dalla sua fondazione, come Claudio Santori e Alfredo Grandini, che ci hanno ricordato anche le condizioni e i fattori geopolitici, politici, culturali e sociali in cui il concorso aretino, nato all’inizio degli anni Cnquanta, poté fiorire.