Il Festival Pontino 2022

Musica contemporanea e prime esecuzioni assolute, ma anche musica antica e barocca, due cicli dedicati al violoncello di Bach e al violino di Beethoven, ed incursioni nel pop

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Giovanni Gnocchi
Giovanni Gnocchi

Solisti di fama internazionale, formazioni cameristiche e giovanissimi talenti si alternano dal 2 al 31 luglio negli oltre venti concerti del ricco calendario del Festival Pontino 2022, spaziando dalla musica antica e barocca fino ai nostri giorni, con originali incursioni anche nel pop.

“Iniziamo – spiega Elisa Cerocchi presidente del Campus Internazionale di Musica di Latina –con i festeggiamenti del cinquantenario della Fondazione Roffredo Caetani, per proseguire con gli Incontri di Musica Contemporanea che offriranno prime esecuzioni anche di alcuni selezionati studenti del corso nostro di composizione. Voglio sottolineare l’avvio di due nuove collaborazioni, con l’Accademia Walter Stauffer di Cremona e la Scuola di Musica di Fiesole, che si uniscono a quelle già attive con la Civica Scuola Claudio Abbado di Milano e l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, grazie alle quali giovani musicisti sono invitati a esibirsi in concerto durante tutto l’anno. Infine i Corsi internazionali di perfezionamento, aperti come sempre a studenti da tutto il mondo, animeranno il borgo di Sermoneta per il periodo del festival, che si arricchirà quest’anno anche della terza edizione del Concorso Premio Riccardo Cerocchi in programma il 23 luglio”.

Oltre all’atmosfera medioevale del borgo e del Castello Caetani di Sermoneta, ad accogliere i vari concerti saranno il chiostro rinascimentale di Sant’Oliva a Cori, l’incanto dei Giardini di Ninfa e le architetture novecentesche di Latina, oggi molto rivalutate come esempi di architettura razionalista.

L’inaugurazione di sabato 2 luglio, vedrà l’Ensemble Apollon eseguire due Quintetti per archi di Mozart, il K 174 e il K 515, rispettivamente primo e terzo dei sei che il salisburghese compose per questa formazione. Il giorno dopo il Trio Eidos eseguirà composizioni di due grandi esponenti del classicismo viennese, Haydn e Beethoven, a cui accosterà una pagina di Bohuslav Martinů, un grande compositore del Novecento che finalmente anche l’Italia sta scoprendo (vedi il cartellone dell’Accademia di Santa Cecilia). Il 9 luglio il grande sassofonista francese Claude Delangle e la pianista Odile Catelin propongono un programma che spazia dal Seicento alla musica d’oggi, con la prima italiana di La follia nueva del giapponese Ichiro Nodaïra.

Un momento culminante del festival saranno, come sempre, gli storici Incontri Internazionali di Musica Contemporanea (10 e 11 luglio al Castello di Sermoneta), che offriranno l’occasione di ascoltare musiche di importanti compositori del panorama musicale contemporaneo, molte delle quali in prima assoluta. Il primo giorno il Syntax Ensemble eseguirà musiche di Oscar Bianchi (Primordia rerum), Luca Mosca (He Stole First su testi di Gianluigi Melega), Luis de Pablo (Pocket Zarzuela su testi di José Miguel Ullán) e dei due giovani compositori Francesco Bussani e Francesco Mariotti, di cui si ascolteranno brani in prima assoluta. Il giorno successivo è dedicato al Novecento storico e alla musica del XXI secolo: la pianista Maria Grazia Bellocchio alterna alcuni estratti da Jatekok di György Kurtág a Fabio Nieder (Five stanzas for a Love Song), Gabriele Manca (“Senti, aspetta!”) e alle prime assolute di Sonata terza di Alessandro Solbiati e di una nuova composizione di Niki Pipita. Il programma di queste due giornate si arricchisce di incontri e tavole rotonde, che approfondiranno il tema dello spazio sonoro fra musica e architettura (con Roberto Favaro) e il rapporto fra musica del nostro tempo e pubblico (a cura di Federico Gardella).

Il 13 luglio, nel magico scenario dei Giardini di Ninfa, sarà protagonista l’ensemble di soli ottoni Tubilustrium diretto da Andrea Di Mario in un concerto che fra brani originali, trascrizioni e arrangiamenti spazia dal Cinquecento ai giorni nostri, toccando diversi generi musicali, con la partecipazione di Enzo Turriziani, primo trombone dei Wiener Philharmoniker: il più prestigioso traguardo mai raggiunto da un italiano nelle grandi orchestre mondiali (alla pari, per essere imparziali, con Daniele Damiano, primo fagotto dei Berliner).

Seguiranno tre concerti di grandi solisti, che sono anche docenti dei corsi di perfezionamento di Sermoneta. Il 16 luglio al castello Caetani di Sermoneta il violoncellista Giovanni Gnocchi è impegnato nel suo primo concerto del ciclo “Intorno a Bach”, dedicato all’esecuzione integrale delle sei Suite per violoncello solo accostata a repertorio del Novecento (in quest’occasione con un omaggio a Gaspar Cassadò, primo docente di violoncello ai corsi di Sermoneta, di cui si ascolterà la Suite per violoncello solo in re minore). Il 17 al Teatro Ponchielli di Latina è la volta del pianista Andrea Lucchesini, che suona due capisaldi della letteratura pianistica dell’Ottocento, la Fantasia op. 17 di Schumann e la Sonata in si minore di Liszt. Il 23 ancora a Sermoneta il flautista Mario Caroli con Pietro Ceresini al pianoforte propone un programma fra Ottocento e musica d’oggi, con la prima italiana di Empty Footprints di Ivan Vandor.

Il 24 a Latina prosegue l’integrale delle Sonate per violino e pianoforte di Beethoven, avviata lo scorso anno da Francesco D’Orazio e Giampaolo Nuti, che in ogni concerto affiancano a Beethoven una prima assoluta (quest’anno sarà una nuova composizione del messicano Javier Torres Maldonado). Il 26 debutta al festival un giovane talento, il violinista Paride Losacco, classe 2005, che, accompagnato al pianoforte da Fiorella Sassanelli, si muove da Bach al virtuosismo di Sarasate, Wieniawski e Ysaÿe fino al raffinato Novecento di Nadia Boulanger e Goffredo Petrassi.

È in collaborazione con la Civica Scuola Claudio Abbado di Milano il suggestivo concerto di musica antica che si svolgerà al Chiostro di Sant’Oliva a Cori il 28 luglio, con musiche strumentali degli autori più rappresentativi della Roma fra Cinque e Seicento: Frescobaldi, Palestrina, de Rore e Fabrizio Caroso, quest’ultimo di rarissimo ascolto.

L’ultimo weekend del festival offre due appuntamenti ai Giardini del Comune di Latina. Il 30 luglio Marco Lo Russo sarà protagonista di una serata per sola fisarmonica fra brani originali e celebri trascrizioni di autori italiani, mentre il 31 chiuderà il Festival Isabella Paruzzo, undici anni, la più giovane musicista di sempre ad esibirsi al Pontino, già nota al grande pubblico per aver incantato il pubblico di Italian’ Got Talent: accompagnandosi con il suo ukulele, insieme al padre Roberto e alla madre Susanne Satz, entrambi pianisti, propone insolite trascrizioni dal repertorio classico al pop, da Ravel ai Queen, da Piazzolla a Lucio Battisti e anche sue composizioni. 

Ad arricchire ulteriormente il calendario del festival saranno gli studenti dei corsi musicali di Sermoneta con i concerti della serie Giovani artisti dal mondo. Da segnalare anche le numerose prime esecuzioni assolute del workshop di composizione di Alessandro Solbiati, il 15 luglio, affidate al soprano Maria Eleonora Caminada, al sax diRiccardo Cavaliere e al pianoforte di Maria Grazia Bellocchio. 

 

 

 

 

 

 

 

   

 

 

 

 

 

 

 

 

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