Il Festival Aperto riapre

A Reggio Emilia dal 25 settembre al 15 novembre la XII edizione della manifestazione dedicata ai linguaggi espressivi contemporanei

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Simone Rubino
Simone Rubino

Aperto di nome e, da oggi, di fatto. Dopo mesi di incertezza e di continue revisioni di un programma costantemente in progress, il Festival Aperto di Reggio Emilia inaugura la sua XXII edizione aprendo le porte dei tre teatri della città emiliana – Valli, Ariosto e Cavallerizza – per un weekend dedicato a un programma di concerti, spettacoli, installazioni, performance che la Fondazione I Teatri ha costruito in partnership con il ReggioParmaFestival.

Frutto di un’ostinata determinazione quale reazione alle conseguenze dell’emergenza pandemica, il Festival Aperto 2020 si avvia quindi in questo fine settimana con nove eventi – fra danza musica e circo, installazioni e performance– a rappresentare un distillato e un’anticipazione dell’intero programma a seguire. Dimitris Papaioannou, Simone Rubino, Gandini Juggling e poi ancora: Risplendenti, Riversi Simone Beneventi, O-Janà, installazioni e video del lockdown. Cominciano le domande da anteporre a quel grande punto interrogativo, che rappresenta quest’anno l’immagine del Festival.

C'è molta attesa per Dimitris Papaioannou, già protagonista della creazione site specific Sisyphus / Trans / Form, commissionata nel 2019 da Festival Aperto in collaborazione con Collezione Maramotti e Max Mara.  Papaioannou è oggi uno tra i più intensi creatori di un linguaggio scenico che intreccia il corpo con l’arte visiva. Festival Aperto e Torino Danza hanno chiesto all’artista un progetto in esclusiva: “A new in-between project”, che si prospetta come un’installazione site specific, all’interno di due teatri storici, il Valli di Reggio Emilia, dove andrà in scena sabato 26 e domenica 27 settembre (ore 20.00 e ore 22.00) e il teatro Carignano di Torino.

Al Teatro Municipale Valli – tra Ridotto, Guardaroba e sotterranei – le installazioni di Gabriele Marangoni, Walter Prati, Laura Faoro, accomunate dal fatto di essere nate o concepite durante il lockdown (da venerdì 25 a domenica 27 settembre: ven. ore 18.00-20.00; sab. e dom. ore 16.00-21.00). Nello spazio della piazza davanti al Valli, performance di percussioni insolite di Simone Beneventi (27 settembre ore 15.30 e 17.30) in Cantico Eterno, tra gong antichi, set e marchingegni di suggestione insieme sonora e visiva.

Si prosegue con il concerto fra world/jazz e musica antica Risplendenti, Riversi di Michel Godard / Nataša Mirković (Teatro Ariosto 25 settembre, ore 20.30), il recital di Simone Rubino, percussionista di fama internazionale (Teatro Ariosto 26 settembre, ore 19.00 e ore 21.00), il duo O-Janà fra canzone e raffinata ricerca (Teatro Ariosto 27 settembre ore 20.30), il circo contemporaneo ispirato da Pina Bausch di Gandini Juggling (Teatro Cavallerizza 26 settembre, ore 17.00 e ore 20.30 e 27 settembre, ore 17.00), in collaborazione con Dinamico Festival), in un ibrido di giocoleria divertente e fantasioso.

 

Fino al 15 novembre, quindi, il Festival Aperto proseguirà il suo tracciato dedicato all’indagine dei linguaggi espressivi contemporanei offrendo, tra gli altri, appuntamenti dedicati al teatro musicale, alla danza, alla canzone, alla musica jazz e così via, il tutto sulla scia della domanda scelta per connotare questa edizione 2020: What Really Matters?

 

Info: www.iteatri.re.it.

 

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