I concerti estivi dell’Accademia di Santa Cecilia tornano alla Basilica di Massenzio

Honeck, Harding e il giovane Ceretta sul podio, pianisti come Malofeev o Bollani e la giovanissima Meola, Vivaldi mescolato alla street dance, tutti i Concerti per piano di Rachmaninoff e altro ancora

MM

03 aprile 2026 • 4 minuti di lettura

Basilica di Massenzio (Alvisi Kirimoto - S. Cecilia)
Basilica di Massenzio (Alvisi Kirimoto - S. Cecilia)

Per quasi mezzo secolo (dal 1933 al 1979) le stagioni estive dell’Accademia di Santa Cecilia si sono svolte nella Basilica di Massenzio, finché furono spostate per problemi di agibilità. Poi per un altro mezzo secolo hanno peregrinato tra varie sedi, antiche e di grande fascino, come la piazza del Campidoglio, o moderne e asettiche, come la cavea del Parco della Musica, entrambe dall’acustica poco soddisfacente. Da quest’anno ritornano alla Basilica di Massenzio, di nuovo agibile dopo l’intervento di riqualificazione firmato dallo Studio Internazionale Alvisi-Kirimoto, che prevede che nell’abside centrale degli antichi ruderi sia montata una struttura leggera, calibrata per dialogare con il contesto storico-monumentale e naturalmente facilmente smontabile alla fine di questa serie di concerti e di quelle che si succederanno nei prossimi anni.

Il luogo, un grandioso monumento dell’antica Roma a poche decine di metri dal Colosseo, attirerà sicuramente molti turisti. E per i romani sarà facile raggiungerlo, trovandosi all’intersezione di due linee della metropolitana. Questo fa sperare che la capienza di 1.500 posti non basterà ad accoglierli tutti.

La prima di queste nuove stagioni di concerti a Massenzio - così viene chiamato sinteticamente questo luogo dai romani - si svolgerà dal 2 al 29 luglio. Si inizia con Manfred Honeck sul podio e Alexander Malofeev al pianoforte, impegnati in due dei capolavori più travolgenti e amati di Čajkovskij, il Concerto n. 1 per pianoforte e la Sinfonia n. 5. Due giorni dopo è la volta della celeberrima serie dei Concerti delle Stagioni di Vivaldi e dialtre sue composizioni, che si mescolano con la “street dance”: è un concerto-spettacolo intitolato “Le quattro stagioni Hip-Hop”, che La Compagnie Käfig e il suo coreografo Mourad Merzouki e Le Concert de la Loge e il suo direttore e primo violino Julien Chauvin stanno portando in una lunga tournée internazionale con enorme successo.

 Il 9 torna sul palco l’Orchestra di Santa Cecilia, questa volta diretta da uno dei più famosi autori di musica da film, il francese Alexandre Desplat, vincitore di due Oscar: si ascolteranno musiche tratte da Harry Potter, The Queen, Il discorso del re, Godzilla e altre sue colonne sonore. Gli altri concerti dell’orchestra di casa vedranno sul podio prima Daniel Harding (il 17, con replica il giorno successivo in Piazza del Campo a Siena) con musiche di Ravel, Musorgskij e la “Rhapsody in blue” di Gershwin con Stefano Bollani al pianoforte, e poi Jérémie Rhorer (il 24) con due capolavori mozartiani nel campo della musica sacra, l’ “Ave verum Corpus” e il “Requiem”. In precedenza (il 15) il Coro dell’Accademia sarà protagonista insieme all’Orchestra Nazionale dei Conservatori di un “Verdi gala”, con cori, ouverture e ballabili delle più celebri opere verdiane: sarà il debutto a Roma di Diego Ceretta, uno dei migliori direttori della nuova generazione. Una non giovane ma giovanissima promessa, classe 2012 (!), è la pianista Martina Meola, delle cui straordinarie qualità si è fatta garante nientemeno che Martha Argerich: per il suo recital solistico ha scelto un programma interamente chopiniano, d’altronde è la vincitrice del premio “Jeune Chopin 2015”.

La stagione si chiuderà il 29 luglio con l’ensemble Concerto Köln. “Ma questo è antifilologico - esclamerà qualcuno - e l’esile suono degli strumenti ‘originali’ si sperderà all’aperto.”. In realtà proprio i secoli dal sedicesimo al diciottesimo sono i più ricchi di musiche composte per eventi solenni e festosi, che si svolgevano all’aperto. È il caso della “Musica sull’acqua” e della “Musica per i reali fuochi di artificio” di Handel, che figurano nel programma di questo concerto insieme ad altre composizioni dello stesso Handel e di Vivaldi.

Dunque il programma di quest’estate è molto vario e fa coincidere la qualità e l’interesse delle proposte con la capacità di attirare un pubblico vasto e nuovo, nella speranza di conquistare ascoltatori alla musica classica.

Con tre concerti, meno originali ma altrettanto capaci di attirare un vasto pubblico, l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia riprenderà la sua attività dopo le vacane estive: il 22, 24 e 27 settembre (naturalmente nella Sala Santa Cecilia del Parco della Musica, per prudenza metereologica) saranno eseguiti i quattro Concerti per pianoforte di Rachmaninoff, insieme ad un suo altro amatissimo pezzo per pianoforte e orchestra, la “Rapsodia su temi di Paganini. Ogni sera il programma sarà completato da una sua (di Rachmaninoff) composizione per sola orchestra. Protagonista di questo tour de force sarà il pianista moscovita Nikolaj Lugansky, interprete tra i più autorevoli del repertorio tardoromantico, in special modo russo, come il pubblico romano ben sa. Altrettanto affidabile interprete della musica russa è il direttore sanpietroburghese Stanislav Kochanowsky. L’ultimo di questi tre concerti dedicati a Rachmaninoff (con l’iperinflazionato Rach3 e la Sinfonia n. 2) sarà poi portato in tournée a Verona, Rimini e Bratislava (rispettivamente il 30 settembre e l’1 e 2 ottobre).