Beethoven sinfonico da camera
All’Auditorium “Lo Squero” di Venezia Mauro Loguercio e Emanuela Piemonti presentano due sinfonie di Beethoven nelle trascrizioni di Hans Sitt per il progetto “Beethoven 199”
20 maggio 2026 • 2 minuti di lettura
Riportare le nove Sinfonie di Ludwig van Beethoven a una dimensione cameristica attraverso le storiche trascrizioni per violino e pianoforte realizzate dal compositore e didatta ceco Hans Sitt tra Otto e Novecento. Nasce da quest’idea insieme filologica e visionaria il progetto “Beethoven 199” che il violinista Mauro Loguercio e la pianista Emanuela Piemonti stanno portando avanti con un progetto di esecuzione e registrazione integrale per l’etichetta Brilliant Classics. Il titolo richiama la volontà di avvicinarsi al bicentenario della morte del compositore con una prospettiva inedita: non la grandiosità dell’orchestra, ma l’essenza della scrittura beethoveniana messa a nudo. Le trascrizioni di Sitt non si limitano infatti a ridurre l’organico orchestrale, ma compiono una vera operazione di riscrittura musicale, capace di restituire l’architettura armonica e il raffinato intreccio contrappuntistico delle Sinfonie in una forma più intima e diretta. In un’epoca senza registrazioni e piattaforme digitali, queste versioni permettevano di “portare con sé” Beethoven, trasformando i grandi affreschi sinfonici in opere da salotto, da viaggio, da condivisione privata. Un’esperienza che oggi riacquista fascino e valore culturale, offrendo all’ascoltatore la possibilità di riscoprire capolavori universalmente noti da una prospettiva inedita.
La nuova tappa del progetto approda il prossimo 23 maggio all’Auditorium “Lo Squero” sull’isola di San Giorgio Maggiore a Venezia nell’ambito della stagione concertistica promossa da Asolo Musica Veneto Musica in collaborazione con la Fondazione “Giorgio Cini”. Il concerto proporrà la Sinfonia n. 4 in si bemolle maggiore op. 60 e la Sinfonia n. 7 in la maggiore op. 92, due opere diversissime per carattere ma accomunate, nella lettura di Sitt, da una straordinaria trasparenza espressiva. La Quarta Sinfonia, spesso considerata la più luminosa e ironica del catalogo beethoveniano, permetterà di apprezzare nella dimensione cameristica la leggerezza dei giochi ritmici e la limpidezza delle linee melodiche. La Settima, definita da Richard Wagner “apoteosi della danza”, manterrà invece tutta la propria energia ritmica, affidando al dialogo serrato tra violino e pianoforte la tensione del celebre Allegretto e l’impeto trascinante del finale.
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