Fabio Nieder "sogna" Trieste

Obraz è il disco monografico dedicato a Nieder realizzato da Stradivarius in collaborazione con SaMPL, Centro d’Arte e Conservatorio di Padova

Fabio Nieder, Obraz
Disco
classica
Fabio Nieder
Obraz
Stradivarius
2018

L’etichetta Stradivarius dedica a Fabio Nieder un disco monografico realizzato in collaborazione con SaMPL, Centro d’Arte e il Conservatorio di Padova, con Aldo Orvieto al pianoforte, Dario Savron alle percussioni e l'elettronica di Luca Richelli e Alvise Vidolin.

Obraz, "volto" nella lingua slovena che ancora oggi echeggia per le strade di Trieste, è titolo del disco, che accoglie parte dell’ampia produzione di Nieder, tra le voci più originali e sorprendenti del panorama musicale. Parlando di Trieste, si è detto che il legame più autentico tra l’artista e la sua città risiederebbe nella scrittura: insieme ai luoghi della sua esistenza, queste pagine emanano colori e sapori di quella vita, un’atmosfera che vibra silenziosa nell’intimità dei suoi spazi e che contribuisce a completare il poliedrico volto della città.

A questa Trieste si rivolgeva Nieder, quando ancora adolescente era immerso a scrivere i suoi Fünf frühe Klavierstücke, stimolati dai capolavori del romanticismo e della Seconda Scuola di Vienna. Una città custodita nel ricordo dell’autore, ora cittadino tedesco, in un continuo confronto con quella odierna, presso la quale insegna. In questa dimensione onirica rivive il pittore triestino Vito von Thümmel. Da uno dei disegni prodotti negli anni passati in manicomio prende invece vita lúomo strano mi hà riportato a Trieste pecola che non son nato morto, musica acusmatica ispirata al visionario viaggio di ritorno da Saturnio al “mondo nostro Trieste piccolo”, in compagnia di un extraterrestre, ovvero “l’uomo strano”. Il brano elettronico ricopre anche una funzione scenica in Thümmel, oder die Verlöschung des Wortes, vasto lavoro per il teatro musicale che comprende a sua volta un canto di congedo dal mondo, nel disco Thümmel Vergissmein-Lied, su testo di Claudio Magris, intellettuale triestino e autore del libretto.

Il ricorso alla tecnologia rappresenta solo una parte degli strumenti che Nieder padroneggia con esiti straordinari. Lo dimostra in Zwei Spiegel, contributo dell’autore alla forma del Lied, genere ampiamente frequentato già da pianista. Il brano presenta due parti tra loro speculari e nasconde una griglia articolata di tecniche compositive che non ostacolano minimamente l’ascolto, al contrario lo stimolano. Il delicato gioco instaurato tra il pianista e il baritono rivela a sorpresa l’assenza del cantante – si tratta forse della voce dell’autore? – che interagisce con il pianoforte solo virtualmente.

Oltre la metà dei pezzi contenuti nel cd sono destinati al pianoforte, per lo più ispirati dal folclore nei Quattro canti popolari sloveni, conosciuti nella Slavia veneta del Friuli e nel litorale adriatico di Trieste, cui si unisce il suono degli scampanatori sloveni, virtuosi di una sorta di gamelan centro-europeo, evocato da una particolare azione del pollice sui tasti. Il canto popolare è presente anche nell’omaggio a Luciano Berio, punto di riferimento e amico di Fabio Nieder: qui la musica stempera le dissonanze iniziali aprendosi come un fiore, delicatamente richiuso al passaggio di Obraz che ne completa il ciclo vitale. Ma il pianoforte è anche terreno di scontro, o si innalza a luogo della memoria per rivivere dei suoni affidati al ricordo e stimolare la capacità dell’ascoltatore di indagare spazi introspettivi. Cosi in Five Stanzas for a Love Song torna la presenza di Thümmel, lavoro teatrale che dal 2011 si protrae fino a oggi, emblema di quell’intreccio di suoni e culture che animano la musica di Fabio Nieder e che, con grande capacità espressiva, si conferma luogo della più pura poesia.

 

 

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