La VI stagione de Il Circolo di Ave

La presidentessa Anna Danielli illustra il cartellone 2024 

ARTICOLO IN COLLABORAZIONE CON IL CIRCOLO DI AVE
Palazzo Brancadoro - Il Circolo di Ave
Palazzo Brancadoro - Il Circolo di Ave
Articolo
classica

Nata nel 2019 allo scopo di diffondere la musica classica a Fermo e in tutto il territorio, sin dalla sua costituzione l’Associazione Il Circolo di Ave promuove una rassegna di musica da camera, richiamando artisti di fama mondiale accanto ai quali poter presentare le giovani promesse, in alcuni dei luoghi più suggestivi della città.

In vista dell'inaugurazione della VI stagione musicale, che si svilupperà in vari concerti nei primi cinque mesi del 2024, abbiamo chiesto alla Presidentessa Anna Danielli di illustrarci la nuova programmazione.

Presidentessa Anna Danielli, come è nato Il Circolo di Ave?

«Il Circolo di Ave nasce dalla profonda passione per la musica classica, dal fortissimo desiderio di celebrarla e dall’amore viscerale per questo luogo pieno di storia che è il piano nobile di Palazzo Brancadoro. Io e mia sorella siamo cresciute in questa dimora: l’amore per la musica classica nasce grazie alla nostra nonna paterna, Ave per l’appunto, a cui è dedicata l’associazione. Ave era una pianista diplomata negli anni Venti all’Accademia Santa Cecilia di Roma, allieva di Francesco Bajardi che, a sua volta, fu allievo del grande Giovanni Sgambati. Ella ha contribuito alla creazione della colonna sonora della nostra infanzia e adolescenza grazie alle sublimi melodie che si diffondevano per ore all’interno dell’abitazione. Trovo straordinario per qualunque bambino poter crescere con questo genere di musica, farla propria e dalla quale è difficile poi allontanarsi. Siamo state molto fortunate perché, grazie a nostra nonna, possiamo custodire e soprattutto diffondere questa straordinaria arte. Da questa grande storia d’amore nasce l’idea di aprire la nostra dimora alla musica classica, ospitando sia artisti emergenti che già affermati di alto profilo del panorama nazionale e internazionale della musica classica».

3.Palazzo Brancadoro_(C) Il Circolo di Ave)
Palazzo Brancadoro_(C) Il Circolo di Ave)

Quali sono gli obiettivi del Circolo?

«Il Circolo di Ave ha come obiettivo principale la diffusione e la celebrazione della musica classica: per realizzarlo, abbiamo deciso di riportare la musica là dove è nata, nei luoghi ad essa preposti, ad esempio una dimora storica. Durante i concerti a Palazzo Brancadoro si vive l’esperienza intimistica del concerto di musica da camera, eliminando la distanza tra pubblico e musicisti. La musica classica infatti non è distante, anzi, è estremamente avvolgente ma, per comprendere questo aspetto, bisogna veicolarla diversamente. Unire la musica alla bellezza dei luoghi e al fascino della storia per ricreare un’esperienza a tutto tondo a contatto diretto con i musicisti e negli ambienti per cui la musica da camera è nata: questo è l’intento principale del format del Circolo di Ave. La vicinanza tra artista e pubblico, crea emozioni speciali. L’altro importante obiettivo è rivolto proprio ai giovani: condurli con attenzione verso la conoscenza e l’ascolto di questa straordinaria arte che difficilmente, dopo averla scoperta, non lascia un segno importante anche nei i più giovani. Sono profondamente convinta che la musica classica sia musica del futuro proprio perché il suo contenuto è rimasto immutato per secoli: questo aspetto segna la sua potenza e non la sua debolezza».

Nel 2024 verrà inaugurata la VI stagione musicale: chi saranno i protagonisti?

«La VI stagione sarà dedicata ai giovani - straordinario motore di freschezza e allo stesso tempo importante traino divulgativo - e ai grandi nomi storicizzati del panorama mondiale della musica classica. L’11 febbraio a Palazzo Brancadoro, aprirà la VI stagione il Medea Quartet che, nel 2022, è stato selezionato per la piattaforma “Merita”, la rete de Le Dimore del Quartetto e Chamber Studio di Londra. Il 25 febbraio sarà la volta di Yefim Bronfman, considerato uno dei più acclamati e ammirati pianisti di oggi che si esibirà per la prima volta nelle Marche e, sul palco del teatro dell’Aquila di Fermo, il grande solista interpreterà splendide pagine di Schuman, Schubert e Chopin. Le ultime tre date, sempre a Palazzo Brancadoro, vedranno il 16 marzo, il talentuoso e pluripremiato Quartetto Esmé, mentre il 20 aprile sarà il momento dello straordinario talento del pianoforte Alexandra Dogvan e il 4 maggio si esibiranno in duo il violinista Domenico Nordio e il pianista Orazio Sciortino».

Yefim Bronfman
Yefim Bronfman

Qual è il bilancio delle precedenti stagioni?

«Il bilancio delle stagioni precedenti è decisamente incoraggiante. In particolar modo, la stagione 2023, appena conclusa, ha raggiunto un bilancio largamente positivo in termini di consensi da parte del pubblico sempre più numeroso, riscuotendo anche l’apprezzamento degli artisti ospitati. È stata inoltre una grande soddisfazione constatare l’afflusso sempre crescente di giovani e giovanissimi, aspetto questo che è alla base della missione fondante del Circolo di Ave».

In quali luoghi si svolgeranno i concerti?

«La VI stagione concertistica, come la precedente, ospiterà alcune date a Palazzo Brancadoro e il recital del grande Yefim Bronfman al teatro dell’Aquila di Fermo».

Come si accorda la presenza del pianista Yefim Bronfman con quella dei musicisti più giovani?

«La missione del Circolo di Ave è proprio quella di diffondere la musica classica attraverso un’offerta destinata ad appassionati e non, con un attento sguardo rivolto anche al pubblico dei più giovani. Ecco che il recital pianistico del grande Yefim Bronfman si pone al centro della programmazione che però è a sua volta costellata anche di giovani ensemble e stelle nascenti. Si cerca in questo modo di ispirare e stimolare il pubblico più vario, senza rimanere incatenati nel falso schema mentale che la musica classica sia più apprezzata da un pubblico di età elevata, lontana dai giovani. Gli ultimi risultati ottenuti, fanno ben sperare che anche i più giovani, se messi nelle condizioni di poterla apprezzare, possano amare profondamente la musica classica».

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Articolo in collaborazione con la Fondazione Accademia Internazionale Incontri con il Maestro
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