Sfratta il rasta

Il Rototom Sunsplash di Osoppo (UD) costretto a emigrare per un avviso di garanzia

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Non Processate Bob Marley è il nome della manifestazione che venerdì 13 novembre ha radunato nel centro di Udine centinaia di persone. Un pomeriggio di musica per un evento a sostegno non solo del Rototom Sunsplash, ma del diritto di espressione, di coscienza e della libertà di pensiero. Il festival reagge più importante d'Europa è un appuntamento fisso dell'estate friulana da quindici anni: non solo un festival musicale, ma un esempio di integrazione e, non da ultimo, un'attrattiva turistica capace di portare in regione centina di migliaia di appassionati. Negli anni il Sunsplash è cresciuto sia sotto il profilo qualitativo (musica, dibattiti, approfondimenti...) che organizzativo; in parallelo però sono cresciute anche le polemiche. Recentemente, adducendo come motivazione il fatto che "l'ideologia rastafariana prevede l'associazione tra la musica reggae e la marijuana", al presidente del Rototom, Filippo Giunta, è stato recapitato un avviso di garanzia con l'accusa di agevolare l'uso di sostanze stupefacenti.
Io agevolo è diventato lo slogan della manifestazione a cui hanno aderito artisti musicali, giornalisti, comici, intellettuali e moltissima gente comune. Sul palco hanno suonato dai Tre Allegri Ragazzi Morti agli Africa Unite, passando per Train to Roots, Mellow Moods e R.esistence in Dub, solo per citarne alcuni. Concerti intervallati dalla trasmissione dei messaggi video di adesione e sostegno di Beppe Grillo, Moni Ovadia, Vinicio Capossela, Subsonica e tanti altri.
«Se andiamo avanti nel riproporre il festival, non rischiano solo gli organizzatori, ma anche gli amministratori di Osoppo e gli stessi fruitori - spiega Filippo Giunta -. Il successo del Sunsplash si fonda sull'armonia, sull'aggregazione, la tolleranza e il rispetto. Se venissero meno questi elementi il lavoro di quindici anni sarebbe rovinato». Pare non ci siano dubbi, la manifestazione lascerà il Friuli, anche se una nuova sede non è ancora stata trovata. «Non ci sono solo difficoltà politiche, ma anche tecniche. Il Sunsplash è un festival ingombrante dal punto di vista logistico. Serve un luogo attrezzato di almeno 30 o 40 ettari, e non è semplice trovarlo nemmeno in Catalogna (Barcellona è tra la città che si sono mostrate disponibili ad accogliere gli esuli del reggae, ndr.). Il villaggio è il cuore del Festival, per cui è fondamentale trovare un luogo accogliente» precisa Giunta. Che tiene infine a sottolineare un fatto importante: «L'associazione Rototom non lascierà la regione, al contrario continuerà le sue collaborazioni e la sua attività culturale. Perché la nostra speranza è quella di poter tornare in futuro ad organizzare il Sunsplash in Friuli».

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