Polifonia ai confini del tempo

Il convegno sulla cultura dong alla Fondazione Cini di Venezia

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Cinque anni fa la scrittrice Amy Tan e il National Geographic introdussero al grande pubblico la storia di "un villaggio ai confini del tempo", raccontando come a Dimen, Provincia di Guizhou, nel sud ovest della Cina, la vita quotidiana dei Dong sia scandita da canzoni la cui origine è in alcuni casi antichissima. Le prime testimonianze Dong in Cina risalgono alla Dinastia Qin (221-206 a.c.): il fatto di vivere in villaggi relativamente remoti rispetto alle grandi città cinesi ha permesso la conservazione delle tradizioni musicali e della cultura locale, ai margini dell'egemonia Han. I Dong non hanno tramandato la propria lingua in forma scritta (anche se nel 1950 il governo cinese l'ha traslitterata utilizzando caratteri latini): è oralmente che tradizioni e storia locali sono state tramandate, conservando proprio nel canto storie dei principali gruppi, riti e costumi sociali. Alcune Dong Songs, erano state raccolte, qualche anno prima, dall'etnomusicologa Joanna Lee (Hong Kong University) nello splendido cd e dvd omonimo. A partire da quell'esperienza è nato il progetto di un riconoscimento da parte dell'Unesco delle pratiche polifoniche Dong e dell'allestimento di un eco-museo a Dimen, integrando attività di musica tradizionale, agricoltura biologica, cultura materiale e turismo culturale. In particolare, il progetto "100 canti Dong", intende sostenere l'apprendimento della lingua e cultura Dong da parte dei bambini, promuovendo i metodi tradizionali dei maestri di canto locali. Nel 2012 il progetto ha ricevuto il Premio "International Spotlight" conferito dal National Arts and Humanities Youth Program del Committee on the Arts and the Humanities promosso dal Presidente degli Stati Uniti.

A parte un breve passaggio in Francia negli anni Ottanta e recentemente a Washington, le polifonie Dong sono un evento raro, proprio perché nate da pratiche quotidiane e non come performance da portare su un palcoscenico. Nondimeno, il programma Polifonie "in viva voce", promosso dall'Istituto Interculturale di studi musicali comparati della Fondazione Giorgio Cini, che si tiene a Venezia dal 1997, è riuscito ad ospitare il 15 ottobre le polifonie Dong: cinque cantanti donne ed un cantante maschio che hanno condiviso la propria arte prima con un seminario condotto con competenza e passione da Joanna Lee, e quindi con un concerto affascinante e sorprendente nella Sala degli Arazzi nell'Isola di San Giorgio. Le polifonie sono caratterizzate sia da unisoni, sia da intervalli che procedono per gradi vicini, a volte facendo uso di bordoni, sui quali costruire intervalli in genere poco frequentati, per esempio di nona, con effetti teatrali innescati da pratiche di contrappunto e imitazione. I sei musicisti fanno parte del coro tradizionale Dong dell'Eco-Museo di Dimen: attualmente comprende sette bambini e giovani di età tra 8 e 15 anni, e sette giovani cantanti adulti: Wu Chuanzhi, Wu Guoying, Wu Tao'ai, Wu Taonan, Wu Qianchun, Wu Xinglian, Wu Yuanliang, accompagnati dall'interprete Du Kexin. Al termine di un programma molto articolato, aperto da canti dedicati all'ospite e all'armonia con la natura e fra le persone, la canzone di chiusura ha coinvolto buona parte del pubblico in una danza collettiva, circolare e orizzontale, senza un leader, come tutto il percorso polifonico della serata. Il programma di sala, curato da Maurizio Agamennone (Università di Firenze), ha permesso di seguire sia i testi delle canzoni, sia l'uso di strumenti a corda e a fiato utilizzati in alcuni brani in funzione di accompagnamento. Vale la pena riportarlo per esteso:

Programma del concerto

Chiudiamo il villaggio per i rituali
(Ga sakun: canto per la chiusura delle porte; gruppo corale misto)

I canti per la chiusura delle porte, che costituiscono spesso la prima espressione musicale dong che un visitatore esterno può incontrare, si eseguono presso alcune comunità in occasione delle visite reciproche tra villaggi diversi. Per lo più, tuttavia, questa tradizione orale millenaria è attualmente riservata ai turisti e agli ospiti ufficiali. Le donne indossano il costume della festa (gli uomini, se presenti, restano in disparte), vanno incontro ai visitatori recando coppe del locale vino di riso, stemperando così la severità di alcuni versi cantati ("Oggi arrivate al nostro villaggio, ma noi dobbiamo serrare le porte // Se gli stranieri riescono a entrare, le nostre anatre e i polli moriranno sicuramente").

Le montagne sono belle
(Ga jun: canto narrativo da ge; gruppo corale femminile)
Questo canto polifonico descrive ed elogia l'ambiente naturale, che alimenta una tipica percezione dong: l'armonia tra natura e uomo e nel genere umano

Canzone della cicala
(Ga so, canto imitativo da ge; gruppo femminile)
Questo canto costituisce una sorta di imitazione acustica di sonorità naturali, e rappresenta un "classico" del repertorio tradizionale dong: le cantoresse imitano i suoni delle cicale, insetti molto comuni nei villaggi dong, che impegnano e saturano l'intero spazio acustico, soprattutto in estate.

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Mestizia di un amore smarrito
(Ga nya, canzone del fiume; eseguono: Wu Guoying, Wu Yuanliang, Wu Qianchun)
Quando i giovani s'incontrano sull'argine del fiume o in montagna, praticano frequentemente questo tipo di canto.

Mia madre mi spinge a sposarmi
(Ga di [canzone con il flauto], lamento della sposa; eseguono: Wu Chuanzhi, Wu Qianchun)
Questo canto viene eseguito dalla giovane sposa per esprimere la propria tristezza nell'abbandonare la casa materna: secondo le consuetudini locali, dopo il matrimonio le ragazze dong si trasferiscono presso la famiglia dello sposo. L'accompagnamento è abitualmente realizzato con un flauto di bambù.

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Più cantiamo, più i nostri cuori sono felici
(Ga lao, torre del tamburo da ge; gruppo femminile)
In questo canto è presente una sollecitazione educativa: incoraggiare i giovani a imparare e praticare la polifonia dong. L'esecuzione avviene spesso in uno spazio definito "torre del tamburo", struttura architettonica che somiglia a un ibrido tra una pagoda cinese e un abete: costituisce uno spazio di riunione per cantare e danzare, così come un luogo di incontro per la popolazione del villaggio

Se non canto, i miei amici dicono che sono presuntuosa
(Ga lao, torre del tamburo da ge; gruppo femminile)
I versi di questo canto esprimono alcune convenzioni locali: indicano come ci si dovrebbe comportare verso i vicini e verso l'ambiente naturale. Il canto è spesso eseguito nella "torre del tamburo" di villaggio.

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Intrecciare la vite e l'albero
(Ga gogi, ballata con la viella "a zampa di bue"; eseguono: Wu Xinglian, Wu Qianchun)
Oltre il liuto pipa, la viella "a zampa di bue" (cordofono ad arco, così denominato per la sua forma) è un altro strumento utilizzato frequentemente per accompagnare il canto presso lo yuetang, un luogo di incontro dove è favorito il corteggiamento giovanile, mentre si intonano canzoni d'amore. Nella lingua dong la viella "a zampa di bue" è denominata gogi.

Ricorderò per sempre l'amore che abbiamo condiviso
(Ga baijen, canto di montagna; canta: Wu Yuanliang)
Questo canto monodico esprime un desiderio ardente, ed è eseguito prevalentemente da chi si trovi a percorrere sentieri di montagna o nelle pause dei lavori agricoli.

Un cielo stellato e una luna luminosa
(Ga gogi, ballata con la viella gogi; eseguono: Wu Chuanzhi, Wu Yuanliang, Wu Guoying, Wu Qianchun)
Canto d'amore assai diffuso nell'area di Chejiang: è eseguito da donne che accompagnano, sotto voce, laddove gli uomini possono accompagnare con il liuto pipa e la viella gogi.

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Il fiume scorre dolcemente in un villaggio dong
(Ga jun, canto narrativo da ge; gruppo femminile).
Canto d'amore che esprime bramosia: nei versi cantati sono presenti metafore e analogie concernenti il fiume, e il granchio di fiume che si strugge per un uccello nel cielo; lo scopo è rappresentare sentimenti di amore e ammirazione.

Indosso un abito azzurro per nascondere il mio cuore
(Ga jun, canto narrativo da ge; gruppo femminile).
Canzone spensierata proveniente dall'area di Liudong-Jiudong, fornisce un'efficace occasione per un arrangiamento smagliante: particolarmente rilevante appare una tipica combinazione polifonica gridata, con ripresa reciproca tra esecutori distinti, tradizionalmente "lanciata" attraverso i campi.

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Ti ho perduto
(Ga biba di Shangzhong, ballata con accompagnamento di pipa; gruppo femminile).
Shangzhong è uno dei 48 villaggi dong più importanti nella Contea di Liping (Provincia di Guizhou). Il liuto tradizionale pipa di Shangzhong è molto diffuso nella regione; il repertorio locale include temi come l'amore e lo struggimento sentimentale, così come generi quali l'epica e la satira. Questa canzone è particolarmente emozionante: l'andamento ritmico del liuto pipa sembra simulare la delicata carezza di una mano.

Il mio amato vive assai lontano
(Ga biba di Liudong, ballata con accompagnamento di pipa; eseguono: Wu Chuanzhi, Wu Qianchun)
Canzone tra le più famose, nel repertorio di ballate della regione di Liudong (Contea di Liping) con accompagnamento di pipa: si tratta di un canto d'amore in cui un cantore mette alla prova l'altro, in una relazione molto difficile e senza speranza, come appare soprattutto nell'ultimo verso, dove la protagonista femminile evoca la moglie lontana del suo amato ("Tua moglie si sta struggendo per te, a casa").

Anime gemelle
(Ga biba di Chejiang, ballata con accompagnamento di pipa; gruppo misto).
L'area di Chejiang è situata nella Contea di Rongjiang (Provincia di Guizhou). I canti con pipa di Chejiang possono essere accompagnati non solo da un liuto pipa di medie dimensioni, ma anche da una piccola viella gogi. Abitualmente, le donne cantano in falsetto, mentre gli uomini usano una voce di registro centrale. Questo canto costituisce una ulteriore testimonianza del repertorio che si esegue nel già citato spazio denominato yuetang.

Quando gli anziani vivono a lungo, le famiglie sono concordi
(Ga biba di Hongzhou, ballata con accompagnamento di pipa; gruppo misto).
I canti con pipa di Hongzhou sono molto diffusi nell'area circostante Pingjia, dove i musicisti costruiscono personalmente i loro liuti tradizionali pipa. Questo canto concerne i valori familiari, e le rispettive posizioni che ogni generazione assume nello spazio familiare e domestico.

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Gracidano le cicale
(Ga so, canto imitativo da ge; gruppo femminile)
Le cicale sono molto presenti nella cultura dong, sia per la loro associazione con la bella stagione, sia per l'uso che esse fanno del suono come segnale di accoppiamento. I richiami delle cicale hanno orientato la specifica tecnica vocale testimoniata in questo stile di canto.

I cuculi annunciano la bella stagione
(Ga so, canto imitativo da ge; gruppo femminile)
All'approssimarsi della stagione della semina (Mang Zhong, nelle stagioni solari cinesi), i richiami dei cuculi sono ascoltati in tutti i villaggi dong, e risuonano simili all'espressione locale "bo gu" ("la pianta germoglia").

Le rondini ritornano nel primo e secondo mese
(Ga so, canto imitativo da ge; gruppo misto)
Questo canto presenta numerosi tratti della vocalità dong: la natura come metafora dell'amore, le coloratissime tecniche vocali che imitano il testo (si consideri il verso "le cicale volano tutt'intorno ininterrottamente", che transita da una parte vocale all'altra), e il pervasivo motto "ai jiu", una espressione dong non sense che serve come marca conclusiva. Benché il canto ga lao fosse tradizionalmente eseguito dalle donne, la versione proposta in questa sede riflette una tendenza avviatasi alla fine degli anni Cinquanta del secolo scorso, grazie all'opera di gruppi professionali che hanno preso a eseguire arrangiamenti per cori costituiti da voci maschili e femminili: localmente, questa tendenza è stata assunta anche da cantori dilettanti.

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Offrire il vino
(Ga kao, canzone per bere; coro misto)
Questo tipo di canto, assai diffuso nell'area di Zhaoxing, viene eseguito nelle occasioni in cui si offre il vino all'ospite.

Ci incontreremo ancora, benché ci separino mille miglia di distanza
(Ga kao, canzone per bere; coro misto)
Questo canto è assai diffuso nell'area di Sanlong: viene eseguito anch'esso nelle occasioni in cui si offre il vino all'ospite.

Vuota il bicchiere e prendine un altro
(Ga kao, canzone per bere; coro misto)
Molto popolare nell'area di Zhaoxing, anche questo canto è eseguito allorché si versa il vino all'ospite.

Cantiamo e danziamo insieme, e godiamo della pace
(Do ye, canto Caitang; coro misto)
Anche il lascito delle antiche feste di mietitura e delle celebrazioni rituali - occasioni in cui sono abitualmente eseguite canzoni a ballo di questo tipo, con figurazioni di danza circolare - può essere utilmente integrato nel processo di definizione dell'assetto sociale e istituzionale della Cina contemporanea: nonostante la popolazione dong abbia talvolta avuto, in passato, relazioni non sempre facili con i Miao e le altre minoranze che risiedono nei territori circostanti, attualmente il confronto interculturale appare generalmente armonioso, occasionalmente favorito anche da matrimoni tra appartenenti a gruppi etnici diversi; peraltro, l'aspirazione a una reciprocità solidale risulta euforicamente auspicata nei versi cantati, con le consuete metafore ispirate al mondo naturale ("Le popolazioni Dong e Miao appartengono a una sola famiglia, vivono in armonia e godono della buona sorte, proprio come i polli vivono insieme sulla collina. Le nostre canzoni risuonano in ogni direzione, tutti i popoli si uniscono insieme").

Qui si trovano ulteriori informazioni su Western China Cultural Ecology Research Workshop/ Dimen Dong Culture Eco-Museum).

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