Zappa e Zappa, Frank e Francesco

Tra galanterie e rock, grandissimo successo per gli Amici della Musica di Firenze con Giovanni Sollima e l’ensemble Il Pomo d’oro

ET

19 ottobre 2026 • 4 minuti di lettura

foto di Giulia Nuti
foto di Giulia Nuti

Teatro della Pergola, Firenze

Inaugurazione stagione Amici della Musica

17/10/2026 - 17/10/2026

L’inaugurazione della stagione degli Amici della Musica di Firenze al Teatro della Pergola proponeva un programma originale e attraente, nato da una curiosità della biografia musicale del grande Frank Zappa, di cui meglio diremo, e dall’amore di Giovanni Sollima per questo maestro del rock. Un maestro che però, da sempre, si fa fatica a costringere nei limiti, nelle forme e nelle finalità comunicative del rock come genere. Come, del resto, si fa fatica a restringere l’estrosità, lo stile esecutivo e la musica di Giovanni Sollima nell’ambito della musica classica così come abitualmente ma forse erroneamente è intesa dai più.

Questo amore di Sollima per Frank Zappa è pluridecennale, nato negli anni Ottanta in seguito ad un concerto allo stadio di Palermo. Il progetto, elaborato con Vanni Moretto, compositore e contrabbassista dell’ensemble Il Pomo d’Oro, nasce, come dicevamo, da un episodio della biografia di Frank Zappa: la sua scoperta, in seguito alla consultazione del ben noto dizionario New Grove, dell’esistenza di un Francesco Zappa, violoncellista e compositore milanese (Milano 1717 – L’Aia 1803). E così Frank studiò la musica di Francesco e ne trasse un vinile, in cui alcune pagine di Francesco venivano riproposte da Frank in una realizzazione per una tastiera elettronica, il syntclavier. 

Sollima e Moretto hanno ribaltato la prospettiva. Intanto hanno riproposto, con la perizia esecutiva del Pomo d’Oro, i tre movimenti della Gran Sinfonia Concertata e di un Trio in sol maggiore di Francesco Zappa, intercalandoli con pezzi di Sollima, Intersong e due numeri da Aquilarco; ma soprattutto hanno immaginato, con la scrittura di Vanni Moretto, uno Zappa’s Revenge in tre movimenti, in cui Francesco riscrive per un ensemble cameristico “storicanente informato”, come si dice oggi, la musica di Frank, capovolgendo dunque i ruoli, come se lo Zappa del Settecento conoscesse e avesse voluto trascrivere a modo suo lo Zappa del Novecento; e completando il tutto con alcune riletture di pezzi di Frank Zappa, None of the above e Questi Cazzi di Piccione (che non sono canzoni ma brani di lavori per quintetto d’archi) e il celebre Wild love. 

Poi una cosa di Sollima, b flat Boo Flow, reinvenzione in spirito Frank Zappa di un tema di Francesco Zappa.  Ricordando un lontano concerto di Frank Zappa (stadio di Pistoia 1982) a cui chi scrive era presente, evidentemente tappa dello stesso tour a cui risale la passione zappiana di Sollima, poi ricercando e ritrovando la cassetta di Freak Out di Zappa con i Mothers of Invention (il suo gruppo negli anni Sessanta) per rendersi conto di non avere più a disposizione un apparecchio per riascoltarla, possiamo però riferire le impressioni, tutte positive, ricavate da questo concerto.

E cioè, in primo luogo, l’eccellente valorizzazione del Pomo d’Oro (di cui citiamo volentieri la valentìa del violino principale Federico Guglielmo) di un minore dello stile galante, appunto Francesco Zappa, che poi forse tanto minore non è, in cui forme e strutture eredità del Barocco evolvono verso i caratteri dello stile classico, in una grande varietà di suggestioni (giochi tonali, delicatezza o vigore dell’espressione, spunti turcheschi), il tutto realizzato dal Pomo d’oro con uno stile misurato ed elegante ma anche arguto ed espressivo.

Poi, l’aver valorizzato, con questa singolare ricreazione di Frank Zappa, ciò che ci ha sempre colpito nel grande chitarrista-compositore statunitense, e cioè l’eccentricità rispetto alla “normale” economia del rock, fatta di digressioni, episodi anomali, ornamentazioni, strutture ritmiche e armoniche più variegate, e di un tipo di aggressività differente, rispetto, poniamo, a The Who o Led Zeppelin, in cui si fondono appartenenza e parodia (non per niente Stravinskij era uno dei riferimenti dichiarati di Frank Zappa). Un’eccentricità che in queste ricostruzioni riusciva davvero pienamente colta e molto, molto divertente, tanto da conquistare il pubblico degli Amici, evidentemente capace di seguire anche proposte anticonformiste come questa.

Infine l’affinità con Sollima, le cui composizioni scelte per questo programma, come la selezione di due pezzi, Rotating Dance e Leonardo’s Ornithopterus dal suo fortunatissimo Aquilarco, sono all’insegna di strategie ripetitive di impronta minimalista, però nutrite e riscaldate da invenzioni e suggestioni di diversa provenienza (ad esempio etniche guardando ad un panorama melico mediterraneo e mediorientale, fatto di slanci e fioriture, che si può notare anche in altri suoi pezzi famosi, come il Concerto Rotondo), e sostenute da un talento performativo di grande presa. Successo eccellente.