Tutte le note di Arsenii Moon
Grande successo per il pianista russo nell’ambito di Ferrara Musica
26 gennaio 2026 • 3 minuti di lettura
Ferrara, Teatro Comunale
Arsenii Moon
21/01/2026 - 21/01/2026All’interno del ricco e interessante calendario della stagione 2025/2026 di Ferrara Musica è andato in scena il recital pianistico di Arsenii Moon, giovane fuoriclasse non solo vincitore del prestigioso Concorso Busoni nel 2023, ma anche insignito del Premio Arturo Benedetti Michelangeli (assegnato esclusivamente su decisione unanime della giuria e conferito per la prima volta dopo trent’anni). Il pianista russo ha presentato un programma semplice ma elegante che ha messo in colloquio la musica tardo-romantica fin de siècle di Scriabin e la poesia polacca di Chopin.
La serata si è aperta con i 24 Preludi op. 11 dell’autore moscovita, scritti in un periodo di tempo piuttosto esteso, dal 1888 al 1896. Il pianismo aristocraticamente mite e poeticamente composito di Moon ha evidenziato tutti i numerosi caratteri delle due dozzine di brani; a colpire è stata sicuramente la gestione sopraffina dell’equilibrio tra la precisione tecnica del musicista e la profonda, matura e personale decodifica dello spartito. L’interprete ha scelto di mantenere per tutta la durata dell’esecuzione un atteggiamento di cauto rispetto nei confronti delle note che leggeva e ha dimostrato di porsi egli stesso all’ascolto di ogni dettaglio e sfumatura ambientale e sentimentale dell’opera di Scriabin. A caratterizzare così precipuamente ogni pezzo è stata la sorprendente resa delle dinamiche: il classe 1999 è riuscito congiuntamente a esaltare le sezioni più riflessive attraverso i suoi tocchi morbidi e quasi sussurrati e a illuminare quelle più ardenti con una veemenza educata, senza mai forzare eccessivamente l’intensità del suono. Una condotta appassionatamente cameristica, in grado di inventare ambienti acustici galleggianti alternativamente tra Ottocento e Novecento e in cui l’uditorio non può che immergervisi versando qualche lacrima di tenera commozione.
Dopo l’intervallo, il ruolo di protagonista è stato assunto da Chopin, ispiratore e punto di riferimento per Scriabin (non a caso in uno dei preludi dell’op. 11 è citata proprio la Marcia funebre della Sonata n. 2). Moon si è cimentato in un’esecuzione a dir poco magnifica della Mazurka in Fa diesis minore op. 6 n. 1 e della Mazurka in La minore op. 17 n. 4: il pianismo curato, stratificato e poetico dell’interprete ha incantato il pubblico ferrarese calandolo in un clima di perenne tensione emotiva, scaturito dall’intellegibilità di ogni nota, anche nei passaggi più virtuosistici. Le consuete “volatine” chopiniane sembravano dei ponti acquatici, fragili e preziosi, atti a collegare tra di loro ogni melodia. Ed è proprio la ricerca sulla resa melodica a fare la differenza, come si è avuto modo di ammirare, rimanendone ammaliati, nell’esecuzione della Sonata n. 3 in Si minore che ha chiuso il programma.
Dopo l’introduzione nervosa e violenta, ecco dischiudersi il cuore melodico del capolavoro di Chopin: poche note, sul registro acuto, combattono con le rapide perturbazioni che borbottano su quello grave. Il risultato è la confessione sognante e tacitamente malinconica (il cosiddetto stato emotivo, tutto polacco, dello “żal”) dell’autore al suo strumento. Moon comprende perfettamente tutto ciò e lo incarna con un tocco gentile ma autorevole, a testimonianza di un pianismo senza compromessi e strabordante di poesia: nel terzo movimento Largo fa autenticamente cantare lo strumento, i cui bellissimi riverberi melodici danno l’impressione di una preghiera laica o di un triste ma soave commiato, a cui è impossibile non abbandonarsi.
Al termine del concerto e delle meritate ovazioni, Arsenii Moon ha salutato l’affettuoso pubblico di Ferrara Musica con un paio di bis (tra cui il pirotecnico e strappapplausi La Campanella di Paganini/Liszt), che hanno condotto ad altri convinti applausi.