Trame Sonore, un’edizione da record

Successo per il festival cameristico che ha visto protagonisti tra gli altri Alexander Lonquich, Nicolas Altstaedt, Alexandra Soumm e Gabriele Carcano

AM

04 giugno 2026 • 3 minuti di lettura

TrameSonore2026 Teatro Bibiena_©CamillaCanalini
TrameSonore2026 Teatro Bibiena_©CamillaCanalini

Mantova

Trame Sonore

29/05/2026 - 02/06/2026

Si è appena conclusa la 14ª edizione di Trame Sonore, il festival di musica da camera che, a partire dallo scorso venerdì, ha praticamente inondato di musica il cuore di Mantova. Con 150 appuntamenti distribuiti tra sale storiche e luoghi d'arte della città, la manifestazione si distingue per una formula unica nel suo genere. Una sorta di ricco menù di degustazione che l’ascoltatore può comporre secondo i propri gusti e curiosità, passando da un concerto all'altro senza rischiare di sentirsi sopraffatto. Il tutto presentato in un'atmosfera informale e conviviale, nella quale gli artisti coinvolti abbandonano il tradizionale frac per indossare la maglietta del festival e un paio di scarpe da ginnastica.

Tra i tanti musicisti presenti, la rassegna ha visto un importante coinvolgimento del pianista Alexander Lonquich che ha avuto così modo di esibirsi sia da solista che in diverse formazioni cameristiche, a cominciare da una pirotecnica versione del Quartetto n. 1 op. 25 di Brahms, specialmente il Rondò finale, tenuto al Teatro Bibiena in compagnia della violinista Carolin Widmann, del violista Edoardo Rosadini e del violoncellista Enrico Bronzi.

Trame Sonore 2026: Teatro Bibiena, Lonquich-Widmann (foto Camilla Canalini)
Trame Sonore 2026: Teatro Bibiena, Lonquich-Widmann (foto Camilla Canalini)

Nella Galleria degli Specchi di Palazzo Ducale, Lonquich, Rosadini e Bronzi si sono poi uniti alla violinista Alexandra Soumm e al contrabbassista Paolo Borsarelli per il Quintetto La trota di Schubert. Non una semplice esecuzione ma una vera e propria esperienza da vivere appieno, al pari di quei fenomeni naturali di cui comprendiamo l'unicità soltanto nel momento in cui li stiamo osservando. Cinquanta minuti di musica, probabilmente il concerto più esteso dell’edizione 2026, fluiti magicamente in una visione musicale perfettamente condivisa e racchiusa in un unico ampio respiro. Cosa non comune in un gruppo formato da musicisti di prim’ordine, tra i quali Alexandra Soumm ed Edoardo Rosadini non hanno temuto alcun confronto con i loro compagni di viaggio.

Trame Sonore 2026: Palazzo Ducale Galleria degli Specchi (foto Camilla Canalini)
Trame Sonore 2026: Palazzo Ducale Galleria degli Specchi (foto Camilla Canalini)

Tornati al Teatro Bibiena, Alexander Lonquich si è esibito con il soprano Anna-Lena Elbert, il violinista Giovanni Guzzo e il violoncellista Nicolas Altstaedt, per una versione particolarmente densa di emozioni delle sette Romanze su poesie di Alexandr Blok op. 27 di Shostakovich. Nel dare voce ai componimenti poetici di Blok, Anna-Lena Elbert ha appositamente abbandonato l’impostazione prettamente lirica, ricorrendo a un’emissione piuttosto naturale, più vicina a quella richiesta per il repertorio antico, del quale la Elbert è interprete raffinata. Su questo binario ha potuto veicolare con rara concentrazione il significato del testo, mentre intorno gli strumenti ricamavano sonorità di ineguagliabile raffinatezza, lasciando il pubblico in una sorta di incantevole sospensione per l’intera durata dell’opera.

Trame Sonore 2026: Palazzo Vescovile Salone degli Arazzi, Carcano Bonomini (foto Camilla Canalini)
Trame Sonore 2026: Palazzo Vescovile Salone degli Arazzi, Carcano Bonomini (foto Camilla Canalini)

Nei vari spostamenti c’è stato modo di ascoltare anche il duo composto dal violoncellista Paolo Bonomini e dal pianista Gabriele Carcano al Salone degli Arazzi di Palazzo Vescovile, con un programma tra Beethoven e Debussy. Carcano è un musicista dal gesto sicuro, attento a ricercare una certa profondità nel tasto, in termini di cantabilità, senza mai ostentare il virtuosismo richiesto dal repertorio presentato. Nonostante l’acustica non proprio ottimale della sala, il pianista ha saputo guidare, e allo stesso tempo servire l’espressività del violoncello, nella piena caratterizzazione delle pagine presentate. Tanto per il dionisiaco Beethoven della Sonata op. 102 n. 1, quanto per il suggestivo clima evocato dalle armonie della Sonata di Debussy.

Trame Sonore 2026: Piazza Santa Barbara (foto Camilla Canalini)
Trame Sonore 2026: Piazza Santa Barbara (foto Camilla Canalini)

Il violoncello è stato inoltre protagonista di uno strepitoso concerto nel cuore della notte. Piazza Santa Barbara, ha infatti ospitato l’Orchestra da Camera di Mantova diretta da Pietro Mianiti con Giovanni Gnocchi, solista nel Concerto per violoncello di Friedrich Gulda, brano che fonde il Classicismo viennese ad atmosfere tipiche del rock più dirompente e trasgressivo. Serata che inevitabilmente ha richiamato un vasto pubblico, che si è comunque fatto sentire a ogni occasione, soprattutto quello più giovane, occupando letteralmente le sale da concerto e facendo registrare un nuovo record al festival con 21.000 biglietti venduti e un incremento del 50% rispetto al 2025.