Suggestiva sensorialità nel "Vascello" triestino

La defezione di una parte degli abbonati non ha tolto intensità e calore al successo del ritorno dell'Olandese Volante al Teatro Verdi di Trieste.

Recensione
classica
Teatro Lirico Giuseppe Verdi Trieste
Richard Wagner
19 Gennaio 2007
La defezione di una parte degli abbonati non ha tolto intensità e calore al successo del ritorno dell'Olandese Volante al Teatro Verdi di Trieste. Dopo il primo incontro con il pubblico triestino nel 2003, è ritornato sul podio il maestro amburghese Will Humburg che ne ha proposto un'interpretazione di grande nobiltà e di consapevole intensità, dove avevano fra l'altro eccellente rilievo e potenza icastico-eversiva i momenti più drammatici: dalla sensazione ventosa nella meravigliosa ouverture, cui segue un non meno straordinario quadro di cronaca marina, rotto dalle grida dei marinai, al contatto con la magia demoniaca che intreccia la partitura, fatta di realtà, sogno, memoria, passato e presente. La direzione di Humburg ha dunque svelato vertiginosi sottofondi wagneriani. A interpretare il ruolo del titolo, come nel 2001, si è ripresentato il baritono Albert Dohmen, grandissimo e dotato di robusti mezzi vocali, veramente lugubre e di malaugurio, quasi uscito fuori dalle rime di Coleridge. Alla figura di Senta ha dato vita Eva Johansson, stupefacente nella "ballata" del secondo atto e da elogiare senza riserve nelle zone più liriche; nella parte di Erik il tenore Brubaker si è difeso onorevolmente; bel timbro anche quello di Tschammer che ha incarnato bene la parte del padre dell'infelice Senta. Bravi anche Peroni (il timoniere) e la Ejsing, la nutrice di Senta. Lo spettacolo si è avvalso della messa in scena di Giovanni Scandella, coaudivato da Pier Paolo Bisleri che ha realizzato una scenografia basata sui tre macroelementi presenti nell'opera: le rocce del fiordo norvegese, il pavimento/mare di ardesia e la grande lastra metallica inclinata che rappresenta il ponte del vascello maledetto. Suggestive le gigantesche proiezioni video curate da Antonio Giacomin.

Interpreti: Der Holländer: Albert Dohmen [19, 21, 25, 27/01] / Oskar Hillebrandt [20, 23, 26/01]; Senta: Eva Johansson [19, 21, 25, 27/01] / Gabriele Maria Ronge [20, 23, 26/01]; Daland: Hans Tschammer [19, 21, 25, 27/01] / Gudjon Oskarsson [20, 23, 26/01]; Erik: Robert Brubaker [19, 21, 25, 27/01] / Christian Voigt [20, 23, 26/01]; Mary: Mette Ejsing; Steuermann: Enzo Peroni

Regia: Giovanni Scandella

Scene: Pier Paolo Bisleri

Costumi: Marion D'Amburgo

Orchestra: Orchestra del Teatro Lirico "G. Verdi" di Trieste

Direttore: Will Humburg

Coro: Coro del Teatro Lirico "G. Verdi" di Trieste

Maestro Coro: Lorenzo Fratini

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