Schizofrenia o mania?

La prima italiana di Il Diario di Nijinsky di Detlev Glanert ha goduto al Cantiere d'Arte di Montepulciano di una realizzazione fresca e credibile, soprattutto negli ottimi interpreti musicali, evidenziando però contraddizioni problematiche nella costruzione e nella resa della drammaturgia musicale. Calorosa l'accoglienza di un pubblico quasi esclusivamente di addetti ai lavori.

Recensione
classica
Festival Montepulciano
19 Luglio 2008
Una sfida impegnativa, quella che Glanert ha lanciato con il suo recente (2007-08) Diario di Nijinsky: trarre una drammaturgia musicale da un testo paratattico, esploso, un flusso di frammenti di coscienza che ha dell'Artaud, quanto a tematica, e della Stein, quanto a forma. L'io protagonista è rifratto su tre coppie di performer (2 cantanti, 2 attori, 2 danzatori/mimi, con prestiti di competenze dall'uno all'altro), e la non-vicenda dei diari - redatti in pochi mesi da Nijinsky durante uno dei suoi ricoveri psichiatrici - è distribuita in cinque pannelli inframezzati da interludi strumentali ('sonni'). Sin da questi elementi si può dire che il lavoro pone più problemi di quanto e come li risolva, finendo con innescare nocive ed implosive contro-fasi: alla schizofrenia del testo si sostituisce, nella sua realizzazione musicale, la saturazione, generata da iterazioni ossessive che incolonnano in schemi analitici e geometrici il flusso verbale e il suo ritmo cangiante; anche la drammaturgia complessiva si esaurisce per saturazione, un processo cadenzato solo dai notevoli interludi, senza che essi generino un'interazione dinamica con la progressione di testo e eventi scenici. Al Cantiere va comunque formulata lode per aver raccolto tale sfida, averle accompagnato un'opportuna riflessione-dibattito sugli spazi per l’opera contemporanea in Italia, e aver montato uno spettacolo fresco e credibile con le sue riconosciute armi - volontà e disponibilità dei partecipanti. Considerato che questi agiscono in scena per un’ora e venti filata, la lode si trasforma in menzione speciale, soprattutto per i bravissimi esecutori musicali: i cantanti Maria Tomassi e Oliviero Giorgiutti e il direttore Marco Angius che ha guidato gli strumentisti degli ensemble Algoritmo e Dissonanzen.

Note: Il diario di Nijinsky, sabato 19 luglio 2008, ore 21.00 (replica, lunedì 21 luglio 2008, ore 21.00) Teatro Poliziano, Montepulciano Il Diario di Nijinsky opera per due cantanti, due attori, due danzatori e strumenti musica di Detlev Glanert libretto di Carlolyn Sittig dai Diari di Vaslav Nijinsky versione italiana di Erdmuthe Brand e Carlo Pasquini

Interpreti: Maria Tomassi e Oliviero Giorgiutti cantanti Martina Belvisi e Geremia Longobardo attori Lorenzo Piccolo e Arianna Belloli danzatori

Regia: Chiara Villa

Scene: Gregorio Zurla

Costumi: Stefania Coretti

Coreografo: Giorgio Rossi consulente per le coreografie

Orchestra: Ensemble Algoritmo / Dissonanzen

Direttore: Marco Angius

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