A lezione con Baglini e l’OPV

Il pianista approfondisce Scarlattiana in un’inedita veste cameristica con l’Orchestra di Padova e del Veneto

Maurizio Baglini
Maurizio Baglini
Recensione
classica
Padova, Auditorium Pollini
Scarlattiana di Casella
23 Novembre 2017 - 25 Novembre 2017

Il Novecento musicale torna ad animare i programmi dell’Orchestra di Padova e del Veneto scrutando le possibili declinazioni del neoclassicismo. Se per Prokofiev si è trattato di un’avventura circoscritta alla carica rivitalizzante della Prima Sinfonia, Stravinsky ne approfondisce tecnica e stile prima di consegnare Pulcinella alla storia. Di più raro ascolto e autorevole reazione alle suggestioni europee, al concerto diretto da Francesco Angelico si fa strada Scarlattiana di Alfredo Casella. Non è un caso, dunque, se quest’ultima sia stata al centro delle Lezioni di sabato, innovativo approfondimento per consentire al pubblico di riascoltare uno dei brani in programma della stagione sinfonica, oltre a calarsi maggiormente nello spirito della musica attraverso il racconto e l’analisi di alcuni celebri esperti.

Chi si aspettava una riproposizione dell’esecuzione da concerto, tuttavia, si è ben presto scoperto partecipe di una versione alternativa, coraggiosamente cameristica, concertata a sottolineare quello spirito di divertimento che alimenta l’intera composizione. 

Introdotto da Ricciarda Barbiano di Belgiojoso, Maurizio Baglini interviene così al pianoforte illustrando alcuni temi di Scarlatti, per consentire al pubblico di seguire con più coscienza il trattamento musicale di Casella. Dopotutto non è possibile pensarlo sul pianoforte se non attraverso il delicato ma altrettanto incisivo tocco di Baglini, come documenta una sua fortunata registrazione dedicata alla musica per tastiera del compositore napoletano. I singoli esempi si aprono così a vere e proprie escursioni musicali che toccano integralmente alcune sonate, spesso condotte al limite dell’udibile grazie a un controllo straordinario della tastiera, prima di avviarsi con l’orchestra in un’esecuzione che non soffre minimamente della mancanza del direttore, ma che al contrario ne evidenzia le dinamiche interne. Un riuscitissimo esempio di concerto nel concerto con uno dei più raffinati pianisti di oggi.

Se hai letto questa recensione, ti potrebbero interessare anche

classica

La conclusione della terza edizione del festival Purtimiro di Lugo, con Sogno Barocco e Concerto Italiano

classica

Napoli: al San Carlo il felice debutto sul podio di Francesco Ivan Ciampa

classica

Perplessità per molti dei lavori di teatro musicale presentati nella rassegna veneziana curata da Ivan Fedele