Le voci del mare

I Vocalsolisten Stuttgart protagonisti di Mediterranean Voices

Recensione
classica
Teatro Fondamenta Nuove Venezia
26 Luglio 2014
Il Mediterraneo come luogo di memoria, incontro-scontro tra civiltà e religioni, spazio immaginario di sogni: questa l'immagine che emerge nell'affascinante progetto realizzato in due serate dai Vocalsolisten Stuttgart al Teatro delle Fondamenta Nuove all'interno del Festival Lo Spirito della Musica di Venezia. L'acqua si trasforma in una sorta d'inconscio collettivo animato dalla creatività di dodici compositori le cui origini appartengono all'area mediterranea. Lo stage design curato da Sofia Dona e i video di Daniel Kotter completano lo spettacolo, rendendolo un'installazione multimediale che grazie alle strepitose qualità anche attoriali dei Vocalsolisten risulta essere a tutti gli effetti una avvincente performance teatrale che valorizza ogni potenzialità espressiva della voce umana. Nella prima serata il cipriota Evis Sammoutis rievoca i miti della sua terra in una scenografia sonora carica di misticismo, utilizzando accanto alla voce i sovratoni dei tubi della lavatrice fatti roteare manualmente, Silvia Rosani invece traccia una mappa ideale del Mare Nostrum, ispirandosi ai profughi che hanno solcato le sue acque, in un viaggio coscienziale scandito da echi e respiri. L'egiziano Amr Okba fonde canti religiosi ebraici a liturgie copte, cristiane e islamiche dando vita a un teatro di commistione religiosa, nutrito di microtoni e ripetizioni compulsive, mentre Men Sing di Nimrod Katzir si concentra sul dolore dell'esilio utilizzando l'eco di frammenti vocali tratti da Quando stanno morendo di Nono. Il libanese Zad Moultaka ripercorre la tragedia della guerra con un cinismo e una drammaticità di grande impatto emotivo, cui fa da contraltare il sogno di fratellanza del palestinese Samir Odeh-Tamimi, dedicato a Gerico, luogo simbolo di accoglienza. Successo entusiasta.

Note: stage design:Sofia Dona video: Daniel Kotter

Interpreti: Vocalsolisten Stuttgart

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