Le due facce del Mahler di Currentzis

Alla Scala di Milano concerto straordinario con MusicAeterna, l'orchestra di Perm diretta da Teodor Currentzis, alle prese con Mahler

Teodor Currentzis
Teodor Currentzis
Recensione
classica
Teatro alla Scala, Milano
Teodor Currentzis
30 Novembre 2018

Giusta l'impaginazione del programma del "concerto straordinario" alla Scala, ideata da Teodor Currentzis con la sua MusicAeterna, orchestra di Perm. Nella prima parte Des Knaben Wunderhorn, nella seconda la Quarta sinfonia, accumunate da una lievità e talvolta da una serenità rare in Mahler.

L'esecuzione dei Lieder è parsa esemplare per precisione, trasparenza e agogica. Anche per merito dei due ottimi cantanti, il baritono Florian Boesch dalla voce generosa, capace di misurata ed elegante espressività, e il mezzosoprano Paula Murrihy, che ha dimostrato di saper perfettamente calibrare ingenuità e distaccata angoscia, superando con agilità qualsiasi impervio passaggio, perfino gli spiritosi acuti del diverbio fra cuculo, usiniolo e asino.

Nella seconda parte del concerto, Currentzis ha voluto l'intero organico in piedi (tranne ovviamente i violoncelli e le arpe). Se questa disposizione in una sala da concerti con la cavea, avrebbe forse avuto la sua ragion d'essere, nella sala del Piermarini è risultata una inutile e dannosa messa in scena. La doppia fila dei violini schierata in proscenio non solo ha impedito la vista degli strumentisti, ma ne ha coperto talvolta il suono dei legni, facendolo spesso arrivare sfasato in platea. Creando così scompensi fra le sezioni e un generale senso di confusione. A questo si aggiunga che il soprano Jeanine De Bique non è dotata di sufficiente emissione per illustrare le gioie della vita celeste. Insomma un'esecuzione poco degna di memoria, che data la disposizione dei musicisti ha fatto ancor più risaltare le movenze serpentine del direttore sul podio, alla fin fine fastidiose.

Applausi scroscianti e ovazioni al termine della serata, sostenuti da schiere di fans sia in platea sia in loggione, ripagati con un bis, un brano materico e percussivo di Marco Nikodijević che ha confermato di quale tempra sia l'eccellente orchestra di Perm.

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