Le città della musica per l'Acoustic Night 2019

Edizione numero 19 a Genova per il format di Beppe Gambetta, che celebra Genova, Nashville, Boston, New York...

Acoustic Night - Beppe Gambetta
Foto di Giovanna Cavallo
Recensione
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Teatro della Corte, Genova
Acoustic Night 19
08 Maggio 2019 - 11 Maggio 2019

La diciannovesima edizione della Acoustic Night ideata da Beppe Gambetta, chitarrista genovese “plettro in fuga” in New Jersey – una base tranquilla da seicento anime – ha  come di consueto, occupato quattro serate consecutive.

Acoustic Nights 2018, De Andrè per il mondo

Sempre un bel segnale: una nicchia allargata di pubblico che sa, ogni anno, di andare a incontrare qualità accorta nelle scelte artistiche, e comunicativa reale garantita da un gentile e navigato uomo di spettacolo come Gambetta.

Quest’anno le facce erano un po’ più serie: la ferita del ponte Morandi è ancora aperta, i genovesi tengono duro senza troppa retorica, ma i conti e la tranquillità stentano a tornare. Per questo Gambetta, che crea sempre edizioni tematiche, ha voluto dedicare questa edizione a ridosso del ventennale alle “Città della musica”, lasciando per sé il legittimo ruolo di testimone della città della Lanterna, alla violinista e vocalist di evidenti origini italiane Laura Cortese di rappresentare la colta Boston, al virtuoso multistrumentista Tom O’Brien (accompagnato dalla moglie, notevole vocalist) il compito di rappresentare Nashville, e al colto cantautore e musicista a tutto tondo Jefferson Hamer di portare un po’ d’aria di New York.

Gambetta è un ospite perfetto, notoriamente, e legittimato anche, ora, dal fatto di essere stato nominato dal Comune “Ambasciatore di Genova nel mondo”. Riconoscimento ben meritato e ineccepibile, per chi ha macinato milioni di chilometri. Dunque a ogni musicista il compito di portare un brano iconico della propria città, con interventi aperti e diretti di tutti gli altri.

Ogni Acoustic Night, notoriamente, affianca al consueto spolvero di abilità strumentali e vocali spesso trascendentali anche sapide rivisitazioni di classici italiani in chiave “new acoustic”, su proposta di Beppe, che riesce a far cantare anche le aste del microfono: stavolta è toccato a “La musica che gira intorno” di Fossati, e a una versione decisamente struggente di “Vedrai vedrai”, dal canzoniere infinito di Luigi Tenco. Tra i brani “iconici” delle città a stelle e strisce, da ricordare almeno la perfetta “Folsom Prison Blues” di Cash proposta da Tim O’Brien, in smagliante forma vocale, anche, e una “The Boxer” affrontata con grazia asciutta e senza fronzoli da Hamer, col risultato di farla brillare di più. Più che una “acoustic night”, ormai è un’accademia dell’eccellenza.

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