Il fascino del trio imperfetto

Successo al Pinocchio Live Jazz per il trio di Zeno De Rossi

Recensione
jazz
Pinocchio Live Jazz Firenze
25 Gennaio 2014
La performance del trio di Zeno De Rossi sul palco del Pinocchio Live Jazz ci conferma che nel nostro Paese possiamo - per fortuna - contare su musicisti che declinano il jazz come linguaggio contemporaneo, costretto a mettersi sempre in discussione. Su questa strada la formazione del batterista-compositore veronese è esemplare non solo nella rilettura degli equilibri della forma trio, ma anche come laboratorio sonoro. Il trio jazz, quasi un feticcio, smontato da ruoli, dipendenze e leaderismi dove i musicisti - come in un continuo work in progress - mettono in gioco idee, suoni, senza la necessità di un fine comune o sintesi. In questa logica la musica rimane magicamente sospesa tra contrasti, incontri e visioni, in una filosofia dove i materiali – omaggi, brani originali, improvvisazioni che siano - diventano puri pretesti, spazi dove sviluppare emozioni. Nella presentazione fiorentina del recente [i]Kepos[/i] la condivisione progettuale dei tre garantisce un set di notevole rigore ideale e libertà creative. Musica densa intrisa di poesia, inquietudini, radicalità e delicatezze: spruzzi blues, tempi dispari, rumore e provocazioni. Giorgio Pacorig da vero alchimista spreme dal Fender Rhodes i suoni più distorti con l’aiuto di pedali deformanti. Francesco Bigoni contrasta con il caldo sound del tenore gli umori acidi del piano elettrico, con il clarinetto svolazza libero. De Rossi è come sempre impeccabile nella distribuzione dei colori, nella frammentazione dei tempi e nel controllo dei volumi. Un affresco collettivo di alta qualità che – verificato il successo di pubblico - prova anche a smontare quel preconcetto legato alla presunta difficoltà di fruizione di certe ambientazioni. Quando la musica è bella, ti emoziona, non può essere difficile.

Interpreti: Zeno De Rossi: batteria; Francesco Bigoni: tenore, clarinetto; Giorgio Pacorig; piano elettrico.

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