Il Berlioz natalizio di Gardiner

Successo alla Scala per "L'Enfance du Christ"

Sir John Elliot Gardiner (MBDG)
Sir John Elliot Gardiner (MBDG)
Recensione
classica
Teatro alla Scala, Milano
Enfance du Christ
20 Dicembre 2019 - 21 Dicembre 2019

Sono quasi quarant'anni che l'Enfance du Christ di Berlioz non veniva eseguito alla Scala, l'ultima volta è stato nel 1980 diretto da Gary Bertini. Il 20 dicembre (replica il 21), per il tradizionale Concerto di Natale, è salito sul podio sir John Elliot Gardiner che col compositore francese ha una lunga frequentazione (indimenticabile la sua edizione dei Troyens allo Châtelet nel 2003 con la strepitosa Cassandra di Anna Caterina Antonacci). Già la prima parte dell'oratorio è di per sé carica di tensioni teatrali, ma Gardiner ha colto l'occasione per dare spazio agli incubi di Erode, alle invettive degli indovini (coro al solito straordinario, per merito del maestro Bruno Casoni), alla vita serena della coppia Maria e Giuseppe col Bambin Gesù. Mancava solo un briciolo di scenografia e l'opera era servita. Ma anche nelle altre due parti il direttore inglese ha fatto affiorare la drammaturgia nascosta, quando non ha aggiunto del suo, facendo entrare e uscire i bravissimi Allan Clayton (Narratore e Centurione) e Thomas Dolié (Polydoro e Padre di famiglia) quando cambiano personaggio, mettendo in quinta il coro angelico delle voci bianche che paiono venire dall'aldilà e scendendo lui stesso dal podio rinunciando al proprio ruolo per mettersi in ascolto del pittoresco concertino dei flauti e arpe, che evoca le danze dei bambini ismaeliti. A rimanere sempre nei propri panni sono stati soltanto Ann Hallenberg (una dolcissima Maria), Lionel Lhote (un appassionato Giuseppe) e Nicolas Courjal (un tormentatissimo Erode). Tutte voci perfettamente a loro agio, sempre con esiti efficacissimi.

Spettacolo a parte, Gardiner specie nei passaggi sinfonici ha mantenuto uno straordinario equilibrio strumentale, sonorità sempre nette e trasparenti in omaggio alla grande tradizione dell'oratorio barocco, ma infondendo anche i colori della straordinaria e innovativa orchestrazione di Berlioz. Con padronanza assoluta e una visione unitaria della composizione. Insomma un'esecuzione di gran classe, accolta da lunghissimi applausi a fine serata.

Se hai letto questa recensione, ti potrebbero interessare anche

classica

Per l’occasione I due festeggiati hanno composto due brani eseguiti in prima assoluta, contornati dalla musica di sei altri compositori italiani di diverse generazioni

classica

Al Ravenna Festival, il meglio di Dvořák con Muti e l’Orchestra Cherubini

classica

Il teatro veneziano riapre le porte al pubblico con un concerto händeliano e soprattutto con l’opera “Ottone in villa” di Vivaldi in uno spazio completamente ridisegnato