Gli strumenti della tradizione

Il quartetto di Paolo Botti conferma la ricchezza di un progetto insieme classico e contemporaneo

Recensione
jazz
Pinocchio Live Jazz Firenze
17 Marzo 2012
Il quartetto di Paolo Botti si presenta sul palco del Pinocchio Live Jazz con in mano, fresco di stampa, [i]Slight Imperfection[/i] (Caligola), che prosegue idealmente il pregevole omaggio in solo ad Albert Ayler di [i]Angels and Ghosts[/i]. La filosofia del polistrumentista è chiara: mettere in gioco attrezzi fascinosi dai suoni lontani e improbabili - banjo, dobro, viola, armonica - al servizio di un percorso nel jazz che esalti la traccia nera nei sapori delle origini, nelle radici blues, ma con una forte caratterizzazione contemporanea. A Firenze il quartetto sviluppa al meglio questa strada. La musica si snoda “imperfetta” nella sua ciclica esposizione di atmosfere classiche, cui fanno riscontro sviluppi che problematizzano ingenuità primordiali in un senso del collettivo e una gestione dei soli molto introspettiva. Musica con due facce speculari cui, in modo insospettabile, quegli strumenti e quei suoni garantiscono pari dignità espressiva ed estetica. Quando sale sul palco il violino dell'ospite Emanuele Parrini si assiste ad un vero super summit di corde. Sound ora frizzante, ora dolente, ricco fraseggio, dialogo zeppo di passioni e interferenze che confermano talenti oramai consolidati. Decisivi in questo impianto i ruoli di Espinoza e Monico. Il primo costruisce una traccia parallela dove fluidità melodica, equilibrio nell’architettura ritmica, colore ellingtoniano (Hodges?) illuminano tutte le tracce. Monico dimostra non solo che la batteria di New Orleans non era poi così povera, ma esprime anche un vulcanico tappeto percussivo, sospeso ed inquietante. Un progetto che indaga, con profondità e leggerezza, un possibile rapporto con la tradizione e chiude definitivamente con ogni tentativo di riesumazione del revival.

Interpreti: Paolo Botti - viola, banjo, dobro, armonica; Dimitri Grechi Espinoza - sax alto; Tito Mangialajo Rantzer - contrabbasso; Filippo Monico - batteria; ospite Emanuele Parrini - violino.

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