Giovani sguardi sulla migrazione

A Modena CrossOpera indaga l'integrazione culturale con giovani artisti provenienti da Italia, Austria e Serbia

CrossOpera - "Volo in Egitto" (foto Rolando Paolo Guerzoni)
CrossOpera - "Volo in Egitto" (foto Rolando Paolo Guerzoni)
Recensione
classica
Modena, Teatro Comunale Pavarotti-Freni
CrossOpera
03 Dicembre 2021 - 05 Dicembre 2021

Uno sguardo sull'oggi, una riflessione sulle problematiche legate a quel fenomeno migratorio che diviene anno dopo anno, giorno dopo giorno, elemento sempre più pressante nei rapporti tra i popoli, tra gli Stati, tra le persone. Questo il tema affrontato da CrossOpera, nuovo lavoro di teatro musicale dedicato al tema dell’integrazione transculturale, commissionato e coprodotto dal Teatro Comunale di Modena assieme al Landestheater di Linz (Austria) e al Serbian National Theatre di Novi Sad (Serbia). Vincitore del bando Europa Creativa 2018 dell’Unione Europea, questo progetto ha coinvolto dodici musicisti e sei giovani cantanti provenienti dalle tre città.

Diviso in tre episodi distinti – affidati a compositori quali l’italiano Luigi Cinque, il tedesco Valentin Ruckebier e la serba Jasmina Mitrušić Đerić – il percorso narrativo ha offerto differenti sguardi sulle tematiche trattate riuscendo, pur delle diversità di approccio, a mantenersi debitamente lontano dalle strumentalizzazioni e dai luoghi comuni che, ormai da qualche tempo, hanno incrostato temi quali, appunto, quelli relativi alla migrazione e l'integrazione tra popoli diversi.

La rappresentazione, frutto di un lavoro a tappe che ha visto i musicisti impegnati in residenze a Novi Sad e a Linz prima di arrivare a Modena, ha quindi proposto tre declinazioni – risultato di differenti concezioni sia rappresentative sia più squisitamente musicali – dei linguaggi espressivi odierni, qui utilizzati per indagare "diversità, paura e scoperta" delle relazioni transculturali.

CossOpera - "Sogno" (foto Rolando Paolo Guerzoni)
CrossOpera - "Sogno" (foto Rolando Paolo Guerzoni)

Accompagnato dalla voce narrante di Sandro Cappelletto, anche autore del libretto del terzo e ultimo atto, il percorso ha dunque preso le mosse da Sogno, prima tappa di questo viaggio teatrale dove la musica e il libretto di Jasmina Mitrušić Đerić hanno raccontato di come una desolata fermata dell'autobus riesca a divenire luogo astratto e onirico, nel quale donne e uomini di estrazione, cultura ed età differenti, possano condividere l'attesa e l'aspettativa di un futuro migliore, trasportati in un luogo "altro". Un racconto declinato dalla compositrice attraverso un linguaggio musicale teso e asciutto, concentrato in particolare sul dato vocale.

Un carattere, quello legato al primato delle voci, che ha segnato anche la tappa successiva, rappresentata da Volo in Egitto, con musica di Valentin Ruckebier su libretto di Hermann Schneider, dove l'episodio della fuga in Egitto della Sacra Famiglia per sfuggire alla strage degli innocenti ordita da Erode per uccidere Gesù, viene catapultata in una contemporaneità fatta di guerra e di discriminazioni. Un contesto restituito musicalmente dall'alternanza costruita sui dialoghi tra i medici-inquisitori e la coppia intenta a trovare rifugio per un figlio incarnato da una sorta "voce della verità" fuori campo scenico (vale a dire visibile in buca con l’orchestra), il tutto tratteggiato con una scrittura espressivamente un poco manierata.

CossOpera - "Volo in Egitto" (foto Rolando Paolo Guerzoni)
CrossOpera - "Volo in Egitto" (foto Rolando Paolo Guerzoni)

Più varia la cifra stilistica dell'ultimo atto, titolato E tu, che sai tu del futuro?, nel quale la musica di Luigi Cinque ha giocato con repertori e rimandi stilistici differenti, spostando l'accento sul dato più specificamente strumentale. Un segno capace di integrarsi in maniera coerente con i costanti movimenti dei personaggi presenti su un palcoscenico attraversato da un continuo disegno pantomimico, quasi a comporre un ideale puzzle continuamente cangiante atto a ricostruire una memoria collettiva condivisa tra un passato di sfruttamenti coloniali e un presente segnato da urgenze ecologiche e drammatiche morti in mare, un'ecatombe affogata nell'indifferenza dei Paesi ricchi nei confronti delle regioni più povere del pianeta.

Ad incarnare i diversi protagonisti dei tre atti una giovane compagine vocale composta dal soprano Evgenija Jeremić, mezzosoprano Idil Karabulut, contralto Dalila Djenic, tenore Florian Wugk, baritono Eugenio Maria Degiacomi e basso Strahinja Đokić, guidati con attenta sensibilità da Đorđe Pavlović, alla guida dell'Ensemble strumentale costituito per l'occasione dai Teatri di Modena, Linz e Novi Sad.

CossOpera - "E tu, che sai tu del futuro?" (foto Rolando Paolo Guerzoni)
CrossOpera - "E tu, che sai tu del futuro?" (foto Rolando Paolo Guerzoni)

Funzionali la regia di Gregor Horres, le scene e i costumi di Mariangela Mazzeo, le luci di Marcello Marchi, oltre agli interventi video di Hanna Hildebrand e la drammaturgia di Katharina John.

A salutare tutti gli artisti impegnati nella recita d'esordio, gli applausi convinti da parte di un pubblico che, al difetto di non potersi definire proprio numeroso, sopperiva con il grande pregio di essere composto in significativa parte da giovani.

Se hai letto questa recensione, ti potrebbero interessare anche

classica

Bella edizione di questo poco noto (in Italia) capolavoro del Novecento

classica

Die Fledermaus, l’operetta capolavoro di Johann Strauss jr, in un azzeccato allestimento al Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, con Zubin Mehta sul podio e un allestimento e un cast davvero brillanti

classica

Al Regio di Parma applausi ma anche qualche dissenso per il nuovo allestimento con la regia di Silvia Paoli e la direzione di Jordi Bernàcer