Festival Classiche Forme di Beatrice Rana
Successo alla decima edizione del Festival Internazionale di Musica da Camera, Lecce / Salento dal 19 al 26 luglio
28 luglio 2026 • 4 minuti di lettura
Lecce, Chiostro dell'Accademia di Belle Arti
Festival Classiche Forme
19/07/2026 - 26/07/2026Con la Maratona finale di domenica 26 luglio, nel Chiostro dell'Accademia di Belle Arti di Lecce, si è conclusa la decima edizione di Classiche Forme - dal 19 al 26 luglio - Festival Internazionale di Musica da Camera con la direzione artistica di Beatrice Rana.
Racconteremo i punti salienti di un'edizione, quella del decennale, che segna un traguardo importante, celebrato in un clima di festa e di musica eseguita en plein air, in location suggestive di Lecce e del Salento, da giovani e straordinari interpreti internazionali.
Classiche Forme nasce nel 2017 come progetto realizzato grazie ad una borsa di studio vinta da Beatrice Rana nel 2016: il prestigioso Borletti Buitoni Trust.
L'intuizione vincente, idea visionaria ma evidentemente possibile di Beatrice - e il tempo le ha dato ragione! - fu quella di dar vita ad un festival dedicato al repertorio cameristico, a quel lessico della musica classica a lei così familiare - papà e mamma pianisti, la sorella, Ludovica, affermata violoncellista! - nella sua terra di origine: il Salento.
Oggi Classiche Forme è tra gli eventi estivi di maggior rilievo nel panorama musicale nazionale tanto da meritare il prestigioso riconoscimento della Medaglia del Presidente della Repubblica!
La rassegna ha preso il via con la tradizionale biciclettata collettiva verso il Parco di Belloluogo - Beatrice Rana in testa e appassionati al seguito! - per un'anteprima: il Concerto per la Città, sabato 18 luglio, dedicato alla nuova musica.
Tratto distintivo del festival è infatti la commissione d'opera a giovani compositori. Quella del 2026 è di Alessio Pianelli: Pagine di diario: Salento e Variazioni su un tema popolare siciliano (Alessio Pianelli violoncello, Andrea Cicalese violino concertatore e Avos Ensemble).
Pubblicato in occasione del decennale, Opere Prime è l'album che raccoglie le prime nove composizioni scritte per il festival, dal 2017 al 2025.
Il Concerto inaugurale è invece domenica 19 luglio, nel Chiostro dell'Accademia di Belle Arti. Le luminarie si accendono, il festival ha inizio.
Il palcoscenico è per Sarah Willis, primo corno dei Berliner Philharmoniker, & The Sarahbanda, ensemble di musicisti cubani. Il progetto originale della Willis è un Mozart in salsa cubana, la classica che si fonde con il ritmo della clave de son. Così, grazie ai raffinati arrangiamenti del pianista cubano Edgar Olivero, la "piccola serenata notturna" diventa un travolgente Sarahnade Mambo e l'esuberanza del Rondò dal Concerto per Corno e Orchestra K447 si trasforma in un trascinante Rondo alla Rumba. Sara Willis & friends suonano, cantano e danzano al ritmo di "Chan Chan" di Compay Segundo e il Buena Vista Social Club, e di altri titoli famosi: "La Comparsa", "Pare Cochero", "Quizás Quizás Quizás", "El Manisero"... Il concerto è finito ma la musica continua per strada perché c'è ancora voglia di far festa in questa sera d'estate.
Classiche Forme entra dunque nel vivo della programmazione: concerti sold out e una quarantina di artisti internazionali. La musica è di alto livello e il pubblico, generoso di consensi, apprezza le eleganti location di Lecce e provincia: cortili privati come quello di Palazzo Tamborino Cezzi e siti suggestivi come Le Stanzie a Supersano, una delle più antiche masserie salentine..!
L'appuntamento con Beatrice Rana è mercoledì 22 luglio, sempre nel Chiostro accademico. Il Terzetto op.74 di Dvorák (per due violini e viola) precede il Quintetto per pianoforte e quartetto d'archi op.34 di Brahms (Andrea Obiso e Ruslan Talas violini, Sara Ferrández viola, Pablo Ferrández violoncello). Tra le più belle opere del repertorio da camera, del Quintetto gustiamo ogni singola nota, ogni frase, la maturità espressiva di Beatrice, l'intesa perfetta con gli archi...
Classiche Forme giunge alla tradizionale Maratona finale. Il concerto, domenica 26 luglio, nel chiostro dell'Accademia è sold out. Il programma, prevedibilmente lungo, nella prima parte si rivela piuttosto impegnativo ma l'esecuzione è impeccabile: l'Adagio dal Quartetto op.11 di Barber e il Quartetto n.2 op.36 di Britten nell'esecuzione del Novo Quartet; poi i Trois Nocturnes di Ernst Bloch e Vitebsk: Study on a Jewish Theme di Copland con il Trio Concept. Poi l'immediatezza descrittiva di New York Honk di Thomas Demenga ci catapulta nel frenetico soundscape della Grande Mela.
E da New York giungiamo a Buenos Aires, con Verano Porteno di Piazzolla, in un arrangiamneto per marimba, eseguito da Simone Rubino, percussionista straordinario - le sue interpretazioni alla marimba al concerto di giovedì 23 nel cortile di Palazzo Tamborino Cezzi si avevano incantato! - con una padronanza tecnica ed un sorprendente controllo delle dinamiche che, in un continuo gioco di tensioni, richiamano nell'immaginario il bandoneon di Piazzolla.
La Suite da West Side Story di Bernstein per due pianoforti (Beatrice Rana e Massimo Spada) e percussioni (Simone Rubino e Maxime Pidoux) è il gran finale col botto di questa maratona: la musica di Bernstein è coinvolgente e il vorticoso susseguirsi di ritmi sincopati ci travolge. Meritati gli applausi, concesso il bis del Mambo, non ci resta che salutare la grande famiglia di Classiche Forme con l'augurio di un arrivederci alla prossima estate!