Ermetica Luisa

Trionfano Gregory Kunde e Daniel Oren nell’ermetica Luisa Miller di marionanni al Teatro Comunale di Bologna

Luisa Miller  (Foto Andrea Ranzi)
Luisa Miller (Foto Andrea Ranzi)
Recensione
classica
Teatro Comunale di Bologna
Luisa Miller

Nella nuova produzione di Luisa Miller in scena al Teatro Comunale di Bologna spopolano voci maschili di lusso: tra tutti è protagonista Gregory Kunde nei panni dell’innamorato Rodolfo, generoso di suono e di espressione, acclamatissimo, con un bis richiesto (in primis dal direttore!) ma non concesso. Entusiasma Franco Vassallo quale Miller, padre della protagonista femminile, così come piace Marko Mimica quale Conte di Walter. Sonore disapprovazioni in sala invece per la Luisa di Myrtò Papatanasiu, che soffre di cambi di registro irregolari e insicurezze nei passaggi più veloci. Martina Belli ha il perfetto physique du rôle per impersonare la contessa Federica, soprattutto nel magnifico abito di cui la veste marionanni: il suo timbro brunito, le sue agilità sgranate e calde, i suoi modi alteri fanno la sua interpretazione preziosa.

Il Coro del Teatro Comunale diretto da Gea Garatti Ansini, disposto ai lati della scena, in nero, velato, uniforme, svolge quasi la funzione di commento di un coro greco, e ben riesce nella prova delle complesse pagine corali di quest’opera, di grand’effetto con i loro pizzicati e repentini salti dall’acuto al grave. Daniel Oren in splendida forma guida saldo ma con garbo l’Orchestra del Teatro Comunale.

marionanni, al suo debutto registico, mira a evocare stati emotivi di personaggi e situazioni con giochi di luce. Il tentativo è quello di un’impostazione scenica che riponga tutta la propria drammaturgia negli effetti luminosi e nelle proiezioni (che tanto ricordano i fondali dipinti). È ermetico nella sua realizzazione, e demanda i gesti scenici all’iniziativa personale dei cantanti: il risultato è un bell’effetto visivo, pur tradizionalissimo nella sua innovatività. Repliche fino al 9 giugno.

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