Contemporaneo al Bargello

Il Quartetto Prometeo a Firenze Suona Contemporanea

Recensione
classica
Firenze suona Contemporanea
13 Settembre 2014
Il contemporaneo vero, un “modernariato” di grande richiamo e una digressione piena di fascino nell’antico rivisitato: a Firenze Suona Contemporanea nel cortile del Bargello, il Quartetto Prometeo (Giulio Rovighi e Aldo Campagnari violini, Massimo Piva viola, Francesco Dillon violoncello) ha così mescolato le carte di un programma corposo e attraente, inquadrato nel tempo e nello spazio fra le suggestioni scultoree del museo fiorentino e l’onorica e toccante videoarte di Breathe Dissolve Return di William Kentridge con la musica di Philip Miller che si proiettava fino a qualche minuto prima del concerto. E allora il Quartetto N. 7 di Sciarrino e soprattutto il brano conclusivo, Nymphea di una Kaija Saariaho del 1987 che comincia a concentrare l’attenzione su di sé con le originali mescolanze con l’elettronica (qui i live electron ics di Tempo Reale con la regia di Damiano Meacci) che poi, ulteriormente levigate, faranno la sua fortuna; una fantastica suite italiana antica di musiche di Monteverdi, Frescobaldi, Trabaci e Merula variamente rivisitate, a gradi diversi di reinvenzione e riconoscibilità, da Stefano Scodanibbio, Stefano Gervasoni e Francesco Filidei; ma soprattutto prime esecuzioni di autori rappresentativi del contemporaneo di oggi, l’argentino Claudio Baroni (Perpetuum Mobile) e soprattutto il trentenne fiorentino – ma ora ubicato a Graz - Lorenzo Romano con il suo delicato e geniale Notturno autostradale. Esecuzioni ottime, notevole successo.

Note: foto Francesca Masotti

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