Colossi del sax

Roscoe Mitchell e Darius Jones illuminano Metastasio Jazz 2013

Foto Peter Gannushkin
Foto Peter Gannushkin
Recensione
jazz
Metastasio Jazz Prato
04 Febbraio 2013
Una celebrazione del sassofono. Nel proporre, dopo Roscoe Mitchell in solo, un set con il trio di Darius Jones – giovane altista da Richmond al suo primo tour europeo - qualche rischio ci stava. È stato bello passare dal dubbio alla consacrazione di uno dei concerti più travolgenti della storia della rassegna pratese. Mitchell sul palco del Fabbricone fa esplodere alto e soprano: irrefrenabile ricerca timbrica, straniante gamma sonora, fraseggio aspro ma anche poetico, trascinano in una catarsi dove la respirazione circolare non è più solo mezzo tecnico ma diviene pura comunicazione. L’esplorazione sistematica e rituale di ogni possibilità strumentale trascina il musicista di Chicago in un vortice astratto, sempre coerente ad una visione polifonica e contemporanea, dove schegge sonore si frantumano, si rincorrono in sequenze a velocità impossibili. La storia del jazz dentro uno strumento. Suonare dopo Mitchell potrebbe rappresentare un problema per un giovane sassofonista, ma non per Jones. Già dalla prima nota si capisce che siamo di fronte non solo ad un vero talento, ma anche ad una personalità musicale ben definita. Stile narrativo ondulato, sinuoso, suono caldo, lirico, puro, senza compromessi. Densa vocalità urbana che tende a drammatizzare, radicalizzare le ambientazioni sonore, Jones non concede nulla nel suo rigore formale avvolgente. Una bruciante spinta interiore che lo porta a inoltrarsi in rischiose trame, ma anche ad aprirsi a pulsanti citazioni R&B, le radici. Ma i “Big Gurl” sono anche il contrabbasso di Adam Lane e la batteria di Jason Nazary: due eccellenti compagni di viaggio che navigano creativi con il leader tra le onde più spumeggianti del jazz d’oggi.

Interpreti: Roscoe Mitchell – sax alto e soprano; Darius Jones “Big Gurl” trio: D. Jones - alto; Adam Lane - contrabbasso; Jason Nazary - batteria.

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