Classicamente Ballo in maschera

Verdi al Teatro San Carlo di Napoli, dirige Donato Renzetti, regia di Leo Muscato.

Ballo in Maschera
Ballo in Maschera
Recensione
classica
Teatro di San Carlo, Napoli
Ballo in Maschera
22 Febbraio 2019 - 28 Febbraio 2019

Esibisce un buon Ballo in Maschera, con la regia di Leo Muscato, la stagione lirica del teatro di San Carlo di Napoli, in coproduzione con Malmö Opera e il Teatro dell’Opera di Romaappassionando pubblico eterogeneo di abbonati e turisti, richiamati da un'offerta musicale di ottimo profilo. Questo Ballo si concentra e sviluppa sul significato simbolico dell'opera: due amici, una donna, una strega e un ballo. Gustavo IIImuore forse per dignità in una tragedia della passione d'amore, del tradimento e del rimorso. Il sentimento di amicizia e l’amore sono per Muscato essenziali. Aprono la messinscena, simbolicamente, due amici che giocano a scherma, una donna irrompe. Lo spazio, di Federica Parolini, è pressoché didascalico, cangiante a sipario aperto solo al terzo atto per il ballo, con luci ed ombre che riflettono lo stato d'animo dei protagonisti, particolarmente il blu gelido del secondo atto, in cui interno ed esterno si fondono in un luogo di amori condivisi, ma anche di paure e insicurezze. Nella versione, ambientata da Verdi a Boston alla fine del XVII secolo, i costumi di Silvia Aymonino ne ripropongono gli stili. 

Su questo impianto scenico regge bene il profilo musicale di Donato Renzetti che, a tratti più chiassoso che passionale, dirige comunque con cautela il mélange di modelli e stili musicali adottati da Verdi, esaltando le svariate ambientazioni sonore. Sempre meglio il coro del teatro diretto da Gea Garatti Ansin, suggestivo, pronto e di grande forza sonora. Cantano con bravura Luca Salsi in Duca di Ankastrom (Renato), Anna Maria Sarra in Oscar, ed un'ottima Agostina Smimmero in Ulrica. Si aggiungono: Laurence Meikle in Horn, Cristian Saitta in Ribbing, Nicola Ebau in un marinaio e Gianluca Sorrentino in un giudice. Di perspicace intelligenza artistica Carmen Giannattasio, che interpreta con bravura il ruolo di Amelia. Gustavo III, il Re di Svezia (Riccardo) è Roberto Aronica, canta con impeccabile tecnica, equilibrio ed espressività - raggiungendo raffinate alchimie timbriche e garantendo coesione al dramma.

 

 

 

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