Chailly e Vengerov inaugurano la stagione sinfonica della Scala

Successo per la Filarmonica della Scala

Chailly, Vengerov e la Filarmonica della Scala
Chailly, Vengerov e la Filarmonica della Scala
Recensione
classica
Teatro alla Scala, Milano
Chailly , Vengerov e la Filarmonica della Scala
12 Novembre 2018

Una bordura lungo tutto il proscenio e altrettanti addobbi di calle muticolori al palco reale hanno segnato vistosamente la serata inaugurale della stagione della Sinfonica della Scala. Sul podio della Filarmonica della Scala Riccardo Chailly e solista d'eccezione Maxim Vengerov per il Concerto per violino n. 1 di Šostakovič. Il violinista, che mancava da Milano dal 2006, è apparso completamente guarito dall'infortunio alla spalla che l'aveva costretto a una pausa durata ben quattro anni. Come c'era d'aspettarsi ha dato di Šostakovič una lettura di assoluta precisione, ora violenta, ora delicatissima, scatenandosi con noncuranza nel diabolico Scherzo e affrontando la lunga e difficile cadenza dell'ultimo tempo con padronanza assoluta. Vengerov riesce a ottenere talvolta dal suo strumento un suono caldo e vellutato davvero strabiliante. L'orchestra lo ha assecondato in ogni passaggio, calibrando perfettamente i volumi sonori. L'insolita posizione degli ottoni (quattro corni e il basso tuba) concentrati sulla sinistra ha permesso una compattezza fuori dal comune. Lungissimi applausi al termine, con Vengerov che ha regalato come bis una sarabanda bachiana, per poi mostrare l'orologio al polso per bloccare ulteriori richieste. 

Nella seconda parte della serata il Concerto per orchestra di Bartok ha dato modo all'organico scaligero di mostrare i muscoli e di superare elegantemente anche i passaggi più rischiosi, come nel Gioco delle coppie del secondo movimento, coi legni soli in primo piano. I momenti più robusti avrebbero meritato talvolta maggiore definizione, ma nel complesso l'esito è stato più che convincente.

 

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