Banchieri conquista Urbino

La Barca di Venetia per Padova a Urbino Musica Antica

Barca di Venetia per Padova
Barca di Venetia per Padova
Recensione
classica
Urbino, Festival di Musica Antica
Barca di Venetia per Padova
26 Luglio 2018

Tra gli appuntamenti più attesi  di Urbino Musica Antica, la commedia armonica Barca di Venetia per Padova di Adriano Banchieri ha deliziato e divertito il pubblico del salone del Collegio Raffaello con una messa in scena di grande freschezza, spontaneità e  di eccellente perizia musicale  a cura dell’ensemble Dramatodia, diretto da Alberto Allegrezza per la recitazione, la regia, i costumi e  la direzione musicale. Pubblicata a Venezia nel 1605, la Barca  fu poi riedita nel 1623 con alcune modifiche (‘stoppata’ e ‘impegolata’ dice l’autore, cioè restaurata come si fa con le imbarcazioni con pece e stoppa) e con l’aggiunta del basso continuo ‘per lo spinetto, o chitarrone’. Questa la versione che abbiamo ascoltato, costituita  da venti madrigali a cinque voci accompagnati dal chitarrone,  inseriti in una cornice narrativa che mette in scena il viaggio su un burchiello, la tipica imbarcazione che qualche secolo fa collegava le due città della Serenissima Repubblica attraverso il Brenta: un viaggio che vede protagonisti una serie di personaggi vivaci e pittoreschi, tra pescatori, mercanti,  cortigiane, stranieri, ebrei, soldati,  in un caleidoscopio di lingue e dialetti. Nella esecuzione sono stati introdotti due intermezzi: il primo dedicato alla Pazzia Senile dello stesso autore e il secondo al poeta  Giulio Cesare Croce, famosissimo a Bologna e amico del Banchieri, con la scena di una rissa tra ebrei e un sonetto dedicato al ‘naso’. Ma la vera peculiarità della interpretazione di Dramatodia è stato  integrare la raccolta di madrigali nell’ atmosfera della commedia dell’arte, attraverso l’improvvisazione di scene esilaranti che hanno anche coinvolto il pubblico (nella fattispecie il presidente del festival, Andrea Damiani, seduto in prima fila, protagonista senza che se lo aspettasse di una scena simpaticamente piccante).

La semplicità della scenografia, che in sostanza era costituita solo dal casotto del burchiello, ha messo in risalto le performances dei musici, coloratissimi nei loro costumi interamente fatti a mano e nel trucco studiato nei particolari, e bravissimi nella recitazione e nella mimica. Impeccabili le esecuzioni musicali, dalla complessità contrappuntistica dei madrigali aulici,  ad imitazione dei grandi compositori  del tempo e  cantati ‘a libro’,  alla gaiezza di  quelli cantati ‘alla mente’,  vicini al carattere  di canzonette e villanelle, omoritmici e ricchi di onomatopee.

Uno spettacolo incantevole, che ha saputo affascinare anche i più piccoli, più di uno a gambe incrociate sulla sedia e gli occhi incollati al palcoscenico.

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