Attila invade il Met

Muti dirige la nuova produzione di New York

Recensione
classica
The Metropolitan Opera
Giuseppe Verdi
23 Febbraio 2010
C’è voluto oltre un secolo e mezzo perché la Grande Mela s’accorgesse dell’ "Attila" di Giuseppe Verdi: nella stagione 2009-2010, una nuova produzione del Metropolitan Opera House ha fatto da cornice al chiacchieratissimo debutto di Riccardo Muti sul podio del più famoso teatro d’opera di New York. Per l’occasione, a Muti è stato affiancato Pierre Audi, di cui ben si conoscono la straordinaria visionarietà e la fervida resa teatrale: qui, purtroppo, ad Audi è però mancato il coraggio di dare realmente una lettura di Attila diversa, così da riuscire a scontentare tutti, sia il pubblico tradizionalista – che lo ha fischiato sonoramente – sia chi si aspettava uno spettacolo all’altezza delle aspettative. Che Attila sia un’opera drammaturgicamente instabile, con momenti altissimi alternati a scene decisamente malriuscite, è un dato di fatto: rinunciare del tutto al teatro, però, in favore della sola scenografia (peraltro bellissima, di Herzog & de Meuron) è un colpo basso che induce alla sonnolenza; ambientazione talmente ‘post’ che la natura pare essersi ripresa tutto ciò che l’uomo le aveva sottratto, i personaggi sono perennemente col mantello fra le mani in direzione del pubblico. Muti cerca di fare quanto può con un’orchestra decisamente poco consona alla compattezza di suono e all’afflato verdiano, ma alcuni momenti rimangono bellisimi, mentre nel cast regna una qual certa monotonia d’accento: Abdrazakov è un Attila dalla voce e dal sopracciglio perennemente corrucciato, la Urmana urla ogni acuto (ancora un mistero il suo passaggio al registro sopranile), mentre Vargas è certamente il migliore; fa ben sperare il debutto all’ultimo momento (in sostituzione dell’ammalato Alvarez) il baritono Giovanni Meoni. Ad ogni modo, occasione decisamente sprecata.

Interpreti: Odabella: Violeta Urmana Foresto: Ramón Vargas Ezio: Giovanni Meoni (sostituisce Carlos Alvarez) Attila: Ildar Abdrazakov

Regia: Pierre Audi

Scene: Herzog & de Meuron, Miuccia Prada

Costumi: Herzog & de Meuron, Miuccia Prada

Orchestra: Orchestra del Metropolitan

Direttore: Riccardo Muti

Coro: Coro del Metropolitan

Maestro Coro: Donald Palumbo

Luci: Jean Kalman

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Accurata la direzione di Speranza Scappucci