Alla Monnaie si incontrano Orfeo & Majnun

Un ambizioso progetto di fusione fra tradizione occidentale e araba in scena 

Alla Monnaie si incontrano Orfeo&Majnun
Recensione
classica
Teatro della Monnaie, Bruxelles
Orfeo & Majnun
29 Giugno 2018 - 30 Giugno 2018

Sin dalle prime battute è stato chiaro che Orfeo & Majnun, pur essendo un lavoro di teatro musicale partecipativo, è una realizzazione di buon livello artistico e realizzativo anche se vi sono coinvolti tanti non professionisti di tutte le età.

Un progetto ambizioso negli intenti e lungimirante negli effetti: fare dialogare cultura musicale europea ed araba e avvicinare all’opera, facendola vivere dal di dentro e nel loro quotidiano, tanti ragazzi che sono il potenziale pubblico di domani.

Si è partiti dalle due storie d’amore tragiche fondatrici del genere, da una parte quella di Orfeo ed Euridice, dall’altra quella di Leila e Majnun, quest’ultima che riprende un’antico racconto arabo-beduino la cui trasposizione in opera nel 1908 da parte del compositore Uzeyir Hajibeyov è oggi considerata la prima opera del Medio-Oriente. La Monnaie ha dato incarico a Airan Berg e Martina Winkel di tessere insieme le due storie e a  Dick van der Harst, Moneim Adwan e Howard Moodysi di scriverne una musica insieme occidentale e orientale.

Alla Monnaie si incontrano Orfeo&Majnun

Un risultato, quest’ultimo, che appare più riuscito sopratutto all’inizio dello spettacolo quando i motivi orientaleggianti della breve ouverture prendono presto derive jazz e certe melodie ricordano quelle di Bernstein per West Side Story, mentre nel corpo dell’opera le diverse arie che si succedono sono più marcatamente riconducibili a una o all’altra tradizione musicale.

Un’encomio subito al giovane maestro libanese-polacco Bassem Akiki per la padronanza dimostrata in entrambe le tradizioni dirigendo con sicurezza l’Ensemble di musica da camera della Monnaie che per l’occasione ha suonato insieme all’Orchestra dei giovani del Mediterraneo. Una realizzazione multiculturale che con scorrevolezza ha alternato inglese, francese, arabo e fiammingo, con la voce narrante di Sachli Gholamalizad, che in qualche occasione ha tradito l’emozione, e quattro giovanissimi cantanti di talento: i ruoli d’Euridice e Leila sono stati rispettivamente cantati dal soprano francese Judith Fa e dalla cantante, flautista e compositrice palestinese Nai Barghouti, quest’ultima che studia al Conservatorio di Amsterdam dove esplora le relazioni tra il canto classico arabo e il jazz; Majnunè stato affidato al cantante e violinista palestinese Loay Srouji, mentre Orfeo è stato interpretato dal giovane baritono francese Yoann Dubruque che si è fatto notare per il bel timbro di voce e le capacità già da professionista.

Bellissime poi le marionette tutte bianche degli animali dell’artista sudafricano Roger Titley. Semplici ma d’effetto le scene, i video, le coreografie e i costumi con rimandi allo stile vestimentario dell’epoca in cui si sono svolti i fatti, ma tutti indossano scarpe da ginnastica o similari ed è un efficacissimo tocco di contemporaneità. Accanto agli interpreti, diversi cori quali il Chœur d’Enfants et de Jeunes de la Monnaie e il Brussels Expérimental. Rispetto ad altri lavori partecipativi, in teatro gli interventi dei ragazzi sono stati limitati a pochi momenti collettivi, ma il giorno seguente loro sono stati i protagonisti assoluti della sfilata di canto che si è svolta dalla Grande Place di Bruxelles al Teatro de la Monnaie. 

Orfeo & Majnun è un progetto partecipativo europeo, realizzato con il sostegno di Creative Europe, nato per essere messo in scena in Belgio, Francia, Austria, Malta, Paesi Bassi, Polonia e Portogallo.

Se hai letto questa recensione, ti potrebbero interessare anche

classica

Successo per il concerto di Lawrence Brownlee e Michael Spyres

classica

Questa “serenata” è una pietra miliare nella storia dell’opera, ma non è tra i capolavori di Porpora

classica

L’ultima opera di Alessandro Scarlatti presentata a Martina Franca in un’esecuzione musicale di alto livello