Aida: vera protagonista una piramide.

Aida al massimo dello sfarzo e della sovrabbondanza, che alla fine ha mortificato una visione dialettica della vicenda: Vocalmente buone le prove della Cedolins e della Cornetti, sotto tono quella di Licitra. Direzione positiva di Oren.

Recensione
classica
Ente Lirico Arena di Verona Verona
Giuseppe Verdi
21 Giugno 2002
Nel grande palcoscenico areniano domina al centro, sovrastando tutta la scena, una grande piramide girevole, rilucente di tubi dorati: macchina teatrale di notevole impatto, nelle cui facce sono inseriti diversi elementi, vuoi una grande statua di una divinità, vuoi rilievi o fregi. Questa grande piramide d'oro di Menfi si caratterizza in questo allestimento di Zeffirelli - che apre la stagione estiva all'Arena di Verona - come la vera protagonista. Attorno ad essa, per tutta la durata dell'opera, si agita il mondo delle vicende di Aida e Radames; un mondo multiforme e multicolore, le cui vicissitudini alla fine risultano quasi indifferenti, sommerso da una sovrabbondanza di suggestioni, elementi e personaggi di tutti i tipi, in gran quantità. Un'dea scenotecnica geniale, talvolta rumorosa, che alla fine risulta invasiva e che viene a chiudere molti spazi del palcoscenico. Un'Aida che ha voluto enfatizzare una visione di aspetti legati alla ritualità e al mondo religioso dell'antico Egitto, con pellegrini che pregano prostrati come gli islamici, ma nella quale si perde quella dialettica e quegli scarti tra aspetti spettacolari e quelli più intimistici della vicenda. Lo scena clou del trionfo è poi sovraffollata all'inverosimile: ci si perde a seguire i vari gruppi di soldati, danzatrici e danzatori di varie etnie, con le bizzarre coreografie di Vassiliev, e la stessa figura di Radames quasi si smarrisce e non si riesce ad individuare. La presenza costante, di una Carla Fracci-sacerdotessa, nel venire riproposta ad ogni atto, ci pare un'aggiunta che in alcuni momenti distoglie l'attenzione nei confronti dei veri protagonisti. Protagonisti tra i quali è spiccata Fiorenza Cedolins che ha interpretato un'Aida con una notevole ricchezza di sfumature vocali, e di accenti emotivi; mentre è stato per certi verso deludente rispetto alle aspettative il Radames di Salvatore Licitra, che non ci è parso perfettamente in forma in questa performance areniana. Marianne Cornetti ha è stata un'Amneris che ha evidenziato nel corso dell'opera qualità vocali ed interpretative sempre più intense. Oren ha voluto dare una direzione musicale il più possibile incalzante, riuscendo a dare una notevole spinta alla compagine areniana; salvo talvolta apparire frettoloso quando nei cambi attaccava prima che il pubblico si fosse ancora sistemato; preziosi quindi alcuni momenti di lettura "cameristica", nella gestione voci-orchestra, nel terzo atto. Arena al gran completo, pubblico delle grandi occasioni, successo e acclamazioni contenuti.

Interpreti: Cedolins, Licitra, Cornetti

Regia: Franco Zeffirelli

Scene: Franco Zeffirelli

Coreografo: Vladimir Vassiliev

Orchestra: Orchestra dell'Arena di Verona

Direttore: Daniel Oren

Coro: Coro dell'Arena di Verona

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