Ad Anversa il “Faust” di Schumann nel segno di “Star Wars”

Riuscita combinazione di coro, solisti e video

"Faust" (foto Annemie Augustijns)
"Faust" (foto Annemie Augustijns)
Recensione
classica
Anversa, Opera Ballet Vlaanderen
Faust
24 Giugno 2022 - 02 Luglio 2022

Faust e Star Wars parlano entrambi della lotta tra il bene e il male, ha senso quindi il loro abbinamento per illustrare il lavoro di Robert Schumann, un’opera corale che è di difficile inquadramento, un po’ oratorio, ma anche un po’ un potente e maestoso requiem. Il titolo originario – Szenen aus Goethes Faust (Scene dal Faust di Goethe) – sottolinea il fatto che il compositore ha musicato sette scene significative del lavoro di Goethe, ci sono quindi solo una suggestioni di momenti topici della storia: la giovane Gretchen (come è chiamata Marguerite) davanti alla statua della Mater Dolorosa, poi gli eventi nel giardino e nella cattedrale, all’alba e a mezzanotte, la morte di Faust e la sua trasfigurazione, iniziando con una ouverture che si riconosce romantica in modo trascinante sin dalle prime note, molto ben diretta da uno dei più acclamati direttori belgi d’oggi, Philippe Herreweghe alla testa dell'Orchestra Sinfonica di Anversa. Nel frattempo, per iniziare, il regista e videoartista tedesco Julian Rosefeldt propone, una sala spoglia dove i coristi si scaldano i muscoli come dei ballerini od eseguono movimenti yoga e tai chi, sovrastati da un grande schermo in cui, su uno sfondo di galassie, scorre scritto l’antefatto, esattamente come succede nei film di Guerre stellari. E l’accostamento di musica romantica e scene spaziali funziona sin da subito benissimo, come del resto molti famosi film di fantascienza hanno già dimostrato. Dallo spazio l’inquadratura si fa man mano più stretta e si passa ad astronavi e a un pianeta dove, in un raduno di gente di tutti i tipi che danzano nel mezzo di una foresta, con immagini rallentate per meglio evidenziarne i movimenti, proprio quando invece l’orchestra e il coro sono all’acme dell’esprimere tutta la loro potenza da ensemble.

"Faust" (foto Annemie Augustijns)
"Faust" (foto Annemie Augustijns)

Contrasto affascinante che sublima la musica. Il coro è innanzitutto protagonista con intensi momenti polifonici, qui abbiamo l’Opera Ballet Vlaanderen Chorus, integrato dal suo Children's Chorus, insieme al Collegium Vocale di Gent, una maestosa massa vocale ma anche scenica che la coreografa belga Femke Gyselinck riesca far muovere con senso, amplificando a volte, per ripetizione, i movimenti dei protagonisti. Tra i ruoli principali si fa ammirare innanzitutto la bella voce del soprano australiano Eleanor Lyons come Gretchen, il baritono austriaco Rafael Fingerlos è poi Faust ed il baritono basso britannico Sam Carl è  Mefistofele, entrambi dalle prestazioni in crescendo.  Si fanno notare anche il bravo soprano belga Lore Binon, già ammirata recentemente nel ruolo della protagonista in The Convert, che qui è  Sorge (Care) e il  tenore turco/austriaco Ilker Arcayürek che interpreta in modo molto elegante il ruolo di Ariel.  Due ore e mezzo di musica ed immagini, spesso felicemente in contrasto, senza intervallo, che volano via veloci e avvincenti con un finale che è un’ode alla natura, una celebrazione molto romantica e allo stesso tempo anche molto contemporanea e spirituale. Appropriati e molto affascinanti i costumi di Birgitt Kilian. Bravissimo il coro di bambini. Si tratta di una nuova produzione, realizzata in collaborazione con Opéra national de Montpellier, che sarà ripresa il prossimo autunno innanzitutto nella sede di Gent dell’Opera Ballet Vlaanderen.

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