Early Music Stories #177
Napoli e la dimensione europea della musica strumentale del Settecento
16 ottobre 2026 • 3 minuti di lettura
La storia musicale della città di Napoli del Settecento non è fatta soltanto d’opera, sebbene questa sia uno degli aspetti più rilevanti della sua cultura artistica, ma anche di una tradizione di musica strumentale, in particolare relativa agli archi, che dimostra il respiro europeo di una delle capitali più visitate tra le tappe del Grand Tour.
Questo CD dell’ensemble Talenti Vulcanici diretto da Stefano Demicheli mette in risalto la musica di alcuni tra i compositori più originali e meno conosciuti che si sono formati alla scuola napoletana e che hanno operato in altri luoghi d’Europa. Angelo Ragazzi dopo aver fatto parte della Real Capilla di Barcellona si trasferì a Vienna dove entrò al servizio della corte nella Cappella Imperiale. Francesco Scarlatti, fratello minore di Alessandro, dopo aver lavorato tra Napoli, Palermo, Barcellona e Vienna si stabilì a Londra. Emanuele Barbella la cui musica si diffuse in Gran Bretagna e in Francia pur non avendo lavorato all’estero, grazie alla assidua frequentazione di Palazzo Sessa, residenza dell’ambasciatore inglese William Hamilton presso la corte di Napoli.
Ben noto è invece il nome di Nicola Porpora , che per aver operato tra Napoli, Londra e Vienna rappresenta l’emblema del cosmopolitismo della scuola napoletana, presente nel programma del disco insieme anche a quello semisconosciuto di Nicola Matteis junior, la cui sonata per due violini e basso continuo viene eseguita per la prima volta in tempi moderni
Nella prima parte del podcast Stefano Demicheli introduce il suo ensemble Talenti Vulcanici raccontando il suo amore per la città di Napoli, ed evidenziando gli aspetti più rilevanti del disco Absolute Parthenope. Nella seconda parte il musicologo Guido Olivieri delinea il panorama culturale nel quale la musica strumentale napoletana del Settecento si è sviluppata con la sua carica innovativa nutrita di una solida tradizione.
ENGLISH VERSION
The musical history of the city of Naples in the 18th century is not limited to opera, although this is one of the most significant aspects of its artistic culture; it also encompasses a tradition of instrumental music, particularly for string instruments, which demonstrates the European scale of one of the most visited capitals on the Grand Tour.
This CD by the Talenti Vulcanici ensemble, conducted by Stefano Demicheli, showcases the music of some of the most original and least well-known composers who were trained in the Neapolitan school and went on to work elsewhere in Europe. Angelo Ragazzi, after serving in the Royal Chapel of Barcelona, moved to Vienna, where he entered the service of the court in the Imperial Chapel. Francesco Scarlatti, the younger brother of Alessandro, settled in London after working in Naples, Palermo, Barcelona and Vienna. Emanuele Barbella, who was a regular visitor to Palazzo Sessa – the residence of William Hamilton, the British ambassador to the court of Naples – saw his music spread throughout both Great Britain and France, even though he never worked abroad.
Whilst the name of Nicola Porpora is well known – and perhaps epitomises the cosmopolitanism of the Neapolitan school, having worked in Naples, London and Vienna – the album’s programme also highlights the inclusion of a composition performed for the first time in modern times, the sonata for two violins and basso continuo by Nicola Matteis the Younger.
In the first part of the podcast, Stefano Demicheli introduces his ensemble, Talenti Vulcanici, speaking of his love for the city of Naples and highlighting the key aspects of the album Absolute Parthenope. In the second part, musicologist Guido Olivieri outlines the cultural landscape in which 18th-century Neapolitan instrumental music developed, with its innovative spirit rooted in a solid tradition.