Early Music Stories #152

L’olimpionico Vivaldi invernale a Verona

PS

26 marzo 2026 • 1 minuto di lettura

L'Olimpiade © Fondazione Arena EnneviFoto
L'Olimpiade © Fondazione Arena EnneviFoto

Il dramma per musica L’Olimpiade di Antonio Vivaldi su libretto di Pietro Metastasio, è stato messo in scena nel Teatro Ristori di Verona nell’ultima settimana di febbraio, sulla scia della cerimonia di chiusura dei Giochi Olimpici invernali di Milano-Cortina, e l’allestimento è una ripresa di quello creato da Emmanuel Daumas per il Théâtre des Champs-Elysées di Parigi alla vigilia delle Olimpiadi del 2024.

Le vicende olimpiche ambientate nell’antica Grecia sono solo lo sfondo del libretto che rappresenta una parabola sulla virtù e sulla lealtà, spinte fino ai limiti del sacrificio, e allo stesso tempo sulla crudeltà del destino, tra amicizia, amori, scambi di persona, travestimenti e l’agnizione finale che scioglierà tutti i nodi del dramma per celebrare un lieto fine.

L’opera è stata eseguita dall’Orchestra della Fondazione Arena di Verona diretta da Giulio Prandi, con un cast vocale composto da Christian Senn (Clistene), Loriana Castellano (Aristea), Josè Maria Lo Monaco (Licida), Nicolò Balducci (Megacle), Benedetta Mazzucato (Argene), Ana Maria Labin (Aminta), e Roberto Lorenzi (Alcandro).

Nalla prima parte del podcast Giulio Prandi presenta le caratteristiche essenziali  dell’opera vivaldiana, mettendo in evidenza il carattere virtuosistico delle sue arie, anche in relazione ai ruoli dei protagonisti e alle loro complesse vicende, mentre nella seconda parte il regista Emmanuel Daumas racconta gli aspetti che hanno  maggiormente ispirato il suo allestimento e il suo profondo interesse nei confronti della cultura e dell’arte italiane.