Verso il 52° Festival della Valle d’Itria
Il Mediterraneo al centro dell’edizione 2026 del Festival
12 maggio 2026 • 2 minuti di lettura
La 52a edizione del Festival della Valle d’Itria si terrà a Martina Franca e altri luoghi della Puglia dal 14 luglio al 2 agosto 2026. L’attenzione alla ricerca, la valorizzazione di opere importanti e poco note, l’impegno economico nella creazione di nuove produzioni e gli scambi col territorio rendono il Festival della Valle d’Itria una delle manifestazioni musicali più importanti a livello mondiale. Il titolo dell’edizione di quest’anno è “Mediterraneo, culla del mito, crocevia di culture, mare che accoglie”.
Nella conferenza di presentazione, tenutasi lo scorso 26 marzo, la direttrice artistica Silvia Colasanti ha spiegato come il tema “Mediterraneo”, «radice e specchio della nostra identità», intenda rappresentare, nelle diverse sfaccettature della musica, «l’incontro prezioso tra culture differenti e lo scambio proficuo di idee che ne deriva, e infine l’accoglienza, il più solido e autentico tramite per l’assimilazione delle diversità».
Al suo secondo anno d’incarico, Colasanti ha esposto un programma molto ricco, di cui abbiamo parlato in dettaglio in questo articolo. In breve, campeggiano tre nuove produzioni liriche: il dittico di atti unici Pulcinella di Igor Stravinskij e La favola di Orfeo di Alfredo Casella, la prima rappresentazione assoluta in forma scenica della Carmen di Georges Bizet nella partitura originale del 1874, e Il schiavo di sua moglie (1672) di Francesco Provenzale.
Non mancano i concerti, numerosi e sparsi tra chiostri, basiliche, masserie e luoghi storici del territorio pugliese. Tre “Concerti del Sorbetto”, con musiche da camera dei compositori le cui opere sono in programma nel Festival (Casella, Bizet, Stravinskij); quattro concerti dedicati ad approfondire vari aspetti del tema “Mediterraneo” in musica, dalla scrittura per violoncello al patrimonio tradizionale di musiche popolari dell’area pugliese (“Le tarantelle del rimorso”); un “Concerto dello Spirito” nella Basilica di San Martino e un concerto sinfonico a Palazzo Ducale, con l’Orchestra dell’Accademia Teatro alla Scala.
Ai concerti si affianca uno spettacolo commissionato dal Festival della Valle d’Itria a Marco Baliani: il titolo è Vennero da ogni dove. Narrar cantando umanità in cammino, e si articola come un intreccio di musica, canzoni e racconti intorno al tema del viaggio per mare. L’argomento “Mediterraneo” è infine toccato anche dal Convegno di studi “Riscoprire l’antico nel Novecento. Mito e Mediterraneo in Stravinskij e Casella”.
Anche quest’anno il Festival ha un’anteprima, con la rassegna “In Orbita”: il 10 e 11 luglio uno spettacolo di teatro e musica con il coinvolgimento del pubblico, dal titolo Naufragi (liberamente ispirato alla Tempesta di Shakespeare), e il 12 luglio In quartetto all’opera, con il pianista Francesco Libetta affiancato da suoi allievi della Fondazione Paolo Grassi.
Per maggiori dettagli invitiamo a visitare il sito del Festival.