Spoleto, Festival dei Due Mondi, sessantaseiesima edizione

Opera, danza, concerti classici e di ogni altro genere e teatro al festival spoletino del 2023

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Piazza Duomo di Spoleto (Foto Andrea Veroni)
Piazza Duomo di Spoleto (Foto Andrea Veroni)

La direttrice artistica Monique Veaute ha aperto la conferenza stampa di presentazione del sessantaseiesimo Festival dei Due Mondi di Spoleto con l’annuncio che l’opera torna al festival dopo un’assenza di vari anni, dovuta – come ha tenuto a dire, per replicare alle critiche che le sono arrivate - non a una sua scelta ma ai problemi creati dal Covid19. Si ritorna così all’idea di Gian Carlo Menotti, che nel 1958 pensò e creò un festival dedicato a tutte le arti, ma con al centro la musica e in particolare il teatro musicale, sia opera che danza. Spesso erano in programma anche tre opere, ma quei tempi difficilmente torneranno. L’importante è ricominciare e l’opera scelta è Pelléas et Mèlisande di Debussy, suggerita da Ivan Fischer, direttore della Budapest Festival Orchestra, che da alcuni anni è in residence al festival. Fischer oltre a dirigere, curerà anche la regia insieme a Marco Gandini: se ne daranno due rappresentazioni, il 24 e il 25 giugno.

Uno dei punti di forza del festival in questi anni della gestione Veaute è proprio la presenza di due orchestra in residence che sono tra le migliori d’Europa: una è l’orchestra ungherese, l’altra è l’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, che inaugurerà il festival il 23 giugno con un concerto in Piazza Duomo diretto da Jakob Hrůša e dedicato a Janáček. È in programma, tra altri lavori del compositore ceco, la suite dall’opera La piccola volpe astuta. Questo ha dato l’idea alla direttrice artistica di dedicare alcuni concerti agli animali in musica: ad aprire tale rassegna non poteva essere che Il Carnevale degli Animali di Saint-Saëns, eseguito dai musicisti della Budapest Festival Orchestra il 24 giugno, nel primo dei Concerti di Mezzogiorno. E anche negli altri Concerti di Mezzogiorno si ascolteranno molti brani musicali dedicati agli animali, per esempio il 25 la Danza delle zanzare di Kurtág, mentre l’1, 2, 7, 8, e 9 luglio l’Orchestra da Camera di Perugia spazierà dal barocco di Uccellini (nomen omen) agli Uccelli esotici di Messiaen, dal Quintetto “La trota” di Schubert all’Opus number Zoo di Berio: ma sono soltanto alcuni esempi, perché il campionario animal-musicale proposto dal festival è molto più ampio.

Oltre al Pelléas, sono in programma altri due spettacoli musicali sui generis. Silvia Costa, una delle giovani registe italiane più apprezzate in Europa per i suoi innovativi progetti di teatro musicale, mette in scena Harawi, il ciclo di liriche di Messiaen ispirato al mito di Tristano e Isotta. Alessandro Baricco presenta in prima assoluta il 29 giugno al Teatro Romano il suo Tucidide, Atene contro Melo, che lo vede in scena anche come voce narrante, insieme alle attrici Stefania Rocca e Valeria Solarino e ai 100 cellos diretti da Enrico Melozzi e Giovanni Sollima, autore delle musiche originali.

A completare in bellezza la serie dei concerti sarà l’Orchestra di Santa Cecilia, questa volta con Antonio Pappano sul podio, che dirigerà i Lieder eines fahrenden Gesellen e laSinfonia n. 1 di Mahler nel concerto finale del festival, il 9 luglio in Piazza Duomo.

Molto spazio ha anche l’ “altra musica”. Il 24 e 25 giugno il festival ospita Lonnie Holley e Nelson Patton: Holley è un artista afroamericano eclettico e originale, celebre per le sculture in pietra arenaria e oggetti di recupero, che fonde la sua scultura con la musica di Patton. Il 28 arriva a Spoleto Max Cooper, uno dei nomi più prestigiosi dell’elettronica mondiale, con una potente performance audiovisual al Teatro Romano. L’1 luglio in Piazza Duomo si esibisce Imany, affiancata da otto violoncelli per reinterpretare alcuni fra i più grandi successi della storia del pop, da Bob Marley ai Daft Punk, dagli Imagine Dragons ai Radiohead. Il 6 luglio per la prima volta al festival Rhiannon Giddens, vincitrice di due Grammy, che ripercorre la tradizione folk gaelica, americana, afroamericana, nativo-americana e le reciproche influenze con la musica europea, accompagnata dal polistrumentista Francesco Turrisi. Un a caso a sé e Cameron Carpenter, l’organista celebre per applicare alla musica classica – in particolare a Bach – lo stile pop/rock: si esibirà il 7 luglio nella basilica di Santa Maria degli Angeli di Assisi.

Ricchissimo il programma della danza. Il 25 torna a Spoleto il coreografo e ballerino Benjamin Millepied, con Unstill Life, un suo nuovo progetto in cui ha accanto a sé il pianista Alexandre Tharaud. Dal 28 giugno al 9 luglio si può vedere Le Bal de Paris della coreografa andalusa Blanca Li, un’esperienza interattiva alla scoperta della realtà virtuale. Annunciata come la più rivoluzionaria coreografa del nostro tempo, l’israeliana Sharon Eyal, ex icona della Batsheva Dance Company, presenta la sua nuova creazione Into the Hairy, impreziosita dai costumi di Christian Dior Couture (30 giugno/3 luglio). L’incontro fra il mondo animale, la natura e l’uomo è al centro di Buena ventura, nuovo spettacolo del ballerino colombiano Fernando Montaño, già ètoile del Royal Ballet di Londra, che attinge al folklore africano, alla danza classica e alle danze urbane (2 luglio al Teatro Romano). L’imprevedibile duo Jonas & Lander torna a Spoleto per celebrare i dieci anni di carriera, con tre diversi spettacoli dal 6 al 9 luglio. Il coreografo tedesco Marco Goecke, acclamato come nuovo grande talento do della danza internazionale, approda al festival il 7 e 8 luglio con il suo stile ipnotico dalle atmosfere dark cariche di suggestioni. Infine l’8 e 9 luglioMarie Chouinard, dal 2017 al 2020 direttrice della Biennale Danza di Venezia, presenta il suo nuovo lavoro «M».

Tra gli spettacoli teatrali ci limitiamo a ricordare Clara Haskil, prélude et fugue: Laetitia Casta porta sulla scena una delle più grandi pianiste del ventesimo secolo, un prodigio precoce, un’ebrea in fuga dal nazismo, tra le difficoltà fisiche, la paura del palcoscenico, l’eccessiva modestia e la salute fragile: un racconto commovente e delicato della vita di una grande donna in lotta con il suo destino.

C’è però un problema: come scegliere tra tante proposte?

 

 

 

 

 

 

 

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