Prorogati fino al 2030 i tre direttori dei complessi artistici dell’Opera di Roma
Roma: Mariotti, Abbagnato, Visco
10 febbraio 2026 • 2 minuti di lettura
Il Teatro dell’Opera di Roma ha rinnovato i contratti dei direttori dei suoi tre complessi artistici, ovvero orchestra, coro e corpo di ballo. Michele Mariotti, Direttore musicale dell’Orchestra dal 2022, proseguirà nel suo impegno fino al 31 ottobre 2030. Eleonora Abbagnato resterà fino al 31 luglio 2030 direttrice del Corpo di Ballo e della Scuola di Danza, incarichi che ricopre rispettivamente dal 2015 e dal 2021. Ciro Visco, che è il Maestro del Coro dal 2022, è stato prorogato fino al 31 agosto 2030.
Il Sovrintendente Francesco Giambrone si è dichiarato “molto felice di questo triplice rinnovo, volto non solo a garantire la continuità, ma pensato soprattutto in funzione dell’identità culturale del nostro teatro, che negli ultimi anni ha cercato costantemente di valorizzare il grande repertorio, ma anche di aprirsi ai nuovi linguaggi della scena culturale internazionale, guardando sempre con curiosità e attenzione verso il futuro del teatro musicale e della danza. Mariotti, Abbagnato e Visco resteranno con noi nei prossimi anni, continuando a curare la qualità e la crescita delle compagini artistiche, ma anche proseguendo in quella ricerca di idee, visioni e proposte innovative che ha caratterizzato le più importanti produzioni degli ultimi anni, delle quali loro sono stati i protagonisti”. Sulla stessa lunghezza d’onda sono le parole di Roberto Gualtieri, sindaco della città e presidente della fondazione Teatro dell’Opera, che ha affermato che questi tre artisti “grazie alla loro sensibilità, visione e impegno rappresentano la forza con cui continueremo a costruire un progetto artistico di grande qualità per il Teatro”.
L’incarico del Direttore artistico Paolo Arcà si conclude invece forzatamente il 1° marzo di quest’anno, in conseguenza di un decreto governativo che impedisce a chi sia pensionato di rivestire incarichi apicali in istituzioni pubbliche una volta raggiunti i settant’anni di età. Questa disposizione priva le fondazioni lirico-sinfoniche e tante altre istituzioni di dirigenti di grande esperienza e capacità, che ha settant’anni non possono certamente essere considerate “vecchi”, ma concede un’eccezione per incarichi brevi, della durata di due anni. E appunto due anni è durata la direzione artistica di Arcà all’Opera. Naturalmente è attribuibile a lui anche l’imminente stagione 2026-2027, ormai completamente definita, che sarà ’inaugurata da “The Rake’s progress” di Igor Stravinsky con Mariotti sul podio.