ParmaJazz Frontiere nel segno di Coltrane e Davis

Presentata l'edizione 2026 del festival diretto da Roberto Bonati e titolato Un amore supremo, una specie di blu

15 luglio 2026 • 2 minuti di lettura

Louis Sclavis, Benjamin Moussay (foto Stephanie Griguer)
Louis Sclavis, Benjamin Moussay (foto Stephanie Griguer)

ParmaJazz Frontiere Festival torna con una nuova edizione dal titolo Un amore supremo, una specie di blu, omaggio dichiarato a due capolavori della storia del jazz, A Love Supreme di John Coltrane e Kind of Blue di Miles Davis. La rassegna, presentata oggi alla Casa della Musica di Parma alla presenza del Vicesindaco e Assessore alla Cultura Lorenzo Lavagetto e dei rappresentanti delle realtà coinvolte, conferma la direzione artistica di Roberto Bonati e la propria vocazione a intrecciare ricerca sonora, produzione originale, formazione e grandi interpreti della scena internazionale.

Conferenza stampa ParmaJazz Frontiere Festival 2026, Casa della Musica Parma (foto Ufficio Stampa PJFF)
Conferenza stampa ParmaJazz Frontiere Festival 2026, Casa della Musica Parma (foto Ufficio Stampa PJFF)

Il programma si apre alla Casa della Musica con il duo Louis Sclavis, clarinetto, e Benjamin Moussay, pianoforte (12 settembre), per poi proseguire con l’XY Quartet (17 settembre) e con l’incontro tra il sassofonista James Brandon Lewis e il batterista Chad Taylor (18 settembre). Per Una Stanza per Caterina, omaggio annuale a Caterina Dallara, sono attesi Anders Jormin al contrabbasso e Natalia Rogantini alla voce (20 settembre).

Tra i momenti centrali della nuova edizione del ParmaJazz Frontiere Festival figura il ritorno della ParmaFrontiere Orchestra al Teatro Farnese con Canticum, produzione diretta e composta da Roberto Bonati e dedicata a San Francesco (3 ottobre). Il cartellone toccherà anche l’Oratorio della Rocca Sanvitale a Sala Baganza con Paolo Botti (4 ottobre) e l’Università di Parma, dove l’inaugurazione della mostra fotografica di Franco Furoncoli sarà accompagnata da Kinetic Needs di Luca Perciballi, tra chitarra ed elettronica (7 ottobre).

La Casa della Musica ospiterà anche il trio formato da Andy Sheppard, Rita Marcotulli e Michel Benita (10 ottobre), mentre il Centro Giovani Montanara presenterà l’esito del laboratorio condotto da Gabriele Fava e Francesco Baldini (16 ottobre). Seguono Nica’s Dream, con Valerio Corzani, Giorgio Li Calzi e Andrea Daddi (17 ottobre), e la Chironomic Orchestra nell’Abbazia di Valserena–CSAC con Mandàla o un tappeto per Morton, produzione ParmaFrontiere dedicata a Morton Feldman nel centenario della nascita (18 ottobre).

James Brandon Lewis, Chad Taylor (foto Laurent Poiget)
James Brandon Lewis, Chad Taylor (foto Laurent Poiget)

Il percorso formativo resta un asse fondamentale della manifestazione, con il laboratorio per gli studenti del Liceo Musicale “A. Bertolucci” condotto da Emiliano Vernizzi, seguito dal pianoforte solo di Mauro Grossi (24 ottobre). In calendario anche il solo del batterista e percussionista Roberto Dani a Sala Baganza (25 ottobre) e il ritorno di Cartoons! al Ridotto del Teatro Regio, in collaborazione con la Fondazione Teatro Regio, con due repliche pomeridiane (31 ottobre, ore 15:00 e 18:00). La chiusura sarà affidata al Premio Internazionale Giorgio Gaslini, con la violoncellista Adèle Viret in quartetto insieme a Oscar Viret, Wajdi Riahi e Pierre Hurty (4 novembre).

Accanto ai concerti, il festival presenterà due nuove uscite dell’etichetta ParmaFrontiere: Be a Candle in the Darkness di Roberto Bonati e Dogma Mundi dei Pericopes. Tutte le informazioni sono disponibili qui.