Montecarlo contemporanea e barocca

Il Festival Printemps des Arts dal 13 marzo

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Orchestre Les Folies francoises (Foto Peter Perazio)
Orchestre Les Folies francoises (Foto Peter Perazio)

Nel presentare l’edizione 2020 del Festival Printemps des Arts di Montecarlo, il suo direttore artistico, Marc Monnet, esordisce facendo appello alla forza dell’immaginazione e dell’invenzione; rivendicando, nello stesso tempo, la necessità da parte di una gestione artistica di favorire la creazione di opere nuove. La filosofia di Monnet in realtà continua a tenere banco nel ricco principato con un sapiente dosaggio di tradizione, cultura novecentesca, escursioni etniche, con spazi dedicati alla danza, alle sperimentazioni e a performance multimediali.

Diciamo che l’immagine edonista-pop-glamour con cui presenta quest’anno, con quattro giovani belli, eleganti che mimano un rock da cocktail party, non ci pare abbia molto a che vedere con i contenuti della programmazione proposta. Ma tant’è: con un programma estremamente articolato che si snoderà per un mese (dal 13 marzo all’11 aprile) verranno proposti percorsi monografici interamente francesi, con repertori che spaziano dal XVIII al XX secolo (Aubert, Chausson, Ferroud, Samazeuilh, Decaux, Magnard, Debussy e Messiaen). Tre le giornate dedicate alla musica barocca, anche qui con particolare attenzione al repertorio francese, ovviamente, tantissimi Rameau e Couperin,  con interpreti quali  Andreas Staier, Pierre Hantaï e Olivier Baumont.

Lo spazio alla musica del nostro tempo sarà assegnato all’esecuzione di due prime assolute, commissionate per l’occasione a due compositori d’oltralpe, Yan Maresz e Gérard Pesson. E a riconnettersi idealmente, in un certo qual modo, con la tradizione delle la scoperta debussiana del gamelan, sarà presente una compagnia di danza e di musicisti provenienti da Bali, in due appuntamenti nel mese di aprile.

Quattro giornate inoltre saranno dedicate al Quebec, con ospiti della regione canadese per una particolare escursione nella cultura di questa terra francofona.

E Marc Monnet si presenta al festival anche come compositore con uno spettacolo/performance, con elettronica, video e pianoforti, intitolato “Bibilolo”.

Tanta musica da camera (i quartetti Mona e Modigliani) e pianistica (François-Frédéric Guy, Nicholas Angelich, Marc-André Hamelin) e due appuntamenti sinfonici, con il direttore stabile dell’orchestra monegasca, Kazuki Yamada e la finlandese Susanna Mälkki, alla guida dell’orchestra di Montecarlo: unica compagine orchestrale presente nell’edizione 2020. Non più quindi prestigiosi complessi sinfonici stranieri come accadeva nelle edizioni passate: anche da quelle parti probabilmente devono risparmiare un po’!

 

 

 

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