Le novità dell' Orchestra del'Università di Milano

Il cartellone, dal 30 novembre, con una prima assoluta di di Rachel Beja e una prima italiana di Bruno Maderna

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L'Orchestra del'Università di Milano (Foto Costanza Nardella)
L'Orchestra del'Università di Milano (Foto Costanza Nardella)

A vent'anni dalla nascita, l'Orchestra del'Università di Milano si trasforma e rigenera, da formazione di strumentisti dilettanti diventa ufficialmente una compagine di freelance, sempre sotto l'egida dell'Università, con anche l'intento di facilitare l'inserimento professionale dei giovani musicisti. Momento particolarmente difficile per tutti gli esordienti. Oltre al nucleo storico degli strumentisti saranno fatte audizioni periodiche per scegliere le nuove leve. Un cambiamento non di poco conto, che si spera possa in futuro attrarre anche studenti del mondo universitario, al momento non presenti nell'organico, e nel contempo rafforzare l'interazione dell'università con la società cittadina. Claudio Toscani e Luisella Molina, rispettivamente presidente e direttore generale dell'Orchestra UniMi, nel presentare la prossima stagione hanno confermato che gli ingressi ai nove concerti previsti saranno sempre gratuiti, che l'Aula Magna dell'università rimarrà la sede prioritaria, con in aggiunta però due sortite alla Sala Verdi del Conservatorio e alla Basilica di San Marco. Le serate saranno precedute da quattro chiacchiere col direttore o il solista che parleranno della loro interpretazione dei vari brani (il pubblico non è obbligato ad assistervi), coordinate da giornalisti e critici musicali (nell'ordine, Angelo Foletto, Giuseppina Manin, Luca Ciammarughi, Susanna Franchi, Carla Moreni, Gaia Varon, Andrea Estero, Andrea Kerbaker), un modo per coinvolgere e allargare la comunità degli ascoltatori. In prospettiva sarà sempre più stretta la collaborazione fra l'Orchestra UniMi e le istituzioni milanesi, dal Conservatorio alla Serate Musicali. Da segnalare anche la masterclass di John Axelrod (maggio 2022), che selezionerà tre esordienti direttori d'orchestra perché seguano il lavoro preparatorio degli strumentisti, tra i quali verrà scelto il più meritevole, incaricato poi di salire sul podio la prossima stagione. Un passaggio di testimone che potrebbe risultare importante per il futuro.

Al momento il cartellone, consultabile sul sito, prevede per il 30 novembre il concerto inaugurale diretto da Michele Gamba, con Dumbarton Oaks di Stravinskji, la Classica di Prokof'ev, la Haffner di Mozart e, in apertura, un brano del tutto sconosciuto composto a fini didattici da Luciano Chailly Ricercare del X tono di Giovanni Gabrieli. Ma ci saranno anche altre sorprese di musica contemporanea, il 25 gennaio nella serata che vedrà Andrea Gies sul podio, verrà eseguito in prima esecuzione assoluta Il nome del luogo si chiama mondo... di Rachel Beja e il 22 febbraio in prima italiana Serenata per Luisa di Bruno Maderna, recentemente scoperta, sul podio Sebastiano Rolli. Axelrod dirigerà invece a maggio il concerto per pianoforte di Schumann (solista Diego Petrella) e l'Italiana  di Mendelssohn. Sempre a maggio la serata Beethoven alla Basilica di San Marco, diretta da Clara Baget, col Primo concerto per pianoforte eseguito da Bruno Canino e il Concerto per violino eseguito da Alessandra Sonia Romano.

 

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