La trentanovesima edizione del Rossini Opera Festival

Pesaro: oltre al programma musicale, varie iniziative straordinarie per celebrare il centocinquantesimo anniversario della morte di Rossini

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Ricciardo e Zoraide (Foto Studio Amati Bacciardi)
Ricciardo e Zoraide (Foto Studio Amati Bacciardi)

Per il 2018, anno delle celebrazioni del centocinquantesimo anniversario della morte di Gioachino Rossini, il Rossini Opera Festival realizzerà un particolare impegno produttivo, affiancando alcuni eventi speciali alla normale programmazione. Nucleo del festival di Pesaro restano come sempre tre opere, che si susseguiranno dall’11 al 22 agosto. A ribadire il particolare sforzo fatto in questa occasione, sono tre nuove produzioni:si tratta di due titoli molto rari, Ricciardo e Zoraide Adina, e dell’opera più popolare di Rossini, Il Barbiere di Siviglia, abbracciando così le tre principali tipologie di opere rossiniane, il dramma serio, la farsa e l’opera comica. 

Ricciardo e Zoraide sarà diretta da Giacomo Sacripanti, alla guida dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, e vedrà in scena Juan Diego Florez – in assoluto l’artista più amato a Pesaro – insieme a Pretty Yende e Sergey Romanovsky, che dopo i loro successi nelle recenti edizioni del festival già sono anch’essi dei beniamini del pubblico del festival. È invece un debutto al ROF quello del regista Marshall Pynkoski, che per altro ha già un nutrito curriculum nel campo del cinema, del teatro e dell’opera: il pubblico italiano lo conosce per il mozartiano Lucio Silla alla Scala nel 2015. Di quest’opera il ROF aveva prodotto finora una sola edizione - nel1990, con la regia di Luca Ronconi, le scene di Gae Aulenti e la direzione di Riccardo Chailly - che ottenne un grande successo di critica, senza però incidere sulla sua successiva presenza nei teatri: si spera che i tempi siano maturi per una riconsiderazione di quest’opera.

Anche di Adina si ricorda al ROF una sola edizione, che inaugurò il festival nel 1999, ma anche in questo caso l’opera poi stentò ad affermarsi nei teatri. Ora sarà proposta con la regia di Rosetta Cucchi e con Diego Matheuz sul podio dell’Orchestra Sinfonica “G. Rossini”: nel cast troviamo un abituale ospite del festival, Vito Priante, e una giovane star al suo debutto in loco, Lisette Oropesa.

Last but not least, a chiudere la triade operistica è Il Barbiere di Siviglia, diretto da Yves Abel, con una compagnia formata da cantanti ben sperimentati, come Davide Luciano, Maxim Mironov, Aya Wakizono, Pietro Spagnoli, Michele Pertusi e la veterana Elena Zilio, che offrirà al pubblico un cameo sicuramente gustoso nel ruolo di Berta. L’unico debuttante è… Pier Luigi Pizzi, che – per quanto sembri incredibile –nella sua lunga carriera ha messo in scena moltissime opere di Rossini,ma non ilBarbiere, di cui ha realizzato solo le scene e i costumia Roma e a Veneziain anni ormai lontani. «Affronto questa sfida – afferma – con la saggezza che nasce da tante riflessioni negli anni, da tanti progetti abbandonati, da tante ipotetiche chiavi di lettura. Oggi parto dalla convinzione che non ci troviamo di fronte ad una farsa, ma ad una commedia di intrigo e dunque scelgo come punto di partenza la fonte letteraria, cioè Beaumarchais, la cui idea di libertà e uguaglianza nelle classi sociali, collegata alla visione illuministica della storia e alla fiducia nella ragione, rappresenta il progresso inarrestabile dell’uomo. Commedia di caratteri forti, non di burattini. Rossini rende tutto chiaro e logico col filtro geniale della sua ironia»

Fanno da gustoso contorno i concerti di canto di Lisette Oropesa, Eleonora Buratto e Michele Pertusi. E ancora Carlo Lepore  col Nonetto di Fiati del Teatro Comunale di Bologna e Nicola Alaimo impegnato in grandi scene rossiniane, introdotte dall’attore Remo Girone. Inoltre Cabaret Rossini, uno spettacolo di Filippo Crivelli, che avrà tra i suoi protagonisti Anna Bonitatibus, con Massimo Ranieri come ospite straordinario. E naturalmente i giovani cantanti dell’Accademia Rossiniana “Alberto Zedda si faranno ascoltare come tutti gli anni nel Viaggio a Reims, con la direzione di Hugo Carrio e l’inossidabile regia di Emilio Sagi. Infine il 23 gran finale con la Petite Messe Solennelle nella versione con orchestra, sotto la direzione di Giacomo Sagripanti e – inutile dirlo – con voci di lusso come Carmela Remigio, Daniela Barcellona e Celso Abelo: se ne avrà la videoproiezione in diretta in Piazza del Popolo.

Fra le iniziative straordinarie per le celebrazioni rossiniane del 2018, cui si accennava all’inizio, ecco una mostra rossiniana divisa fra tre sedi, Pesaro, Urbino e Fano. Una notizia che si può ben definire straordinaria è la creazione del Museo Nazionale Rossini, che occuperà l’intero piano nobile di Palazzo Montani Antaldi, sede della Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro, per una superficie di circa mille metri quadrati: l’apertura è prevista nei primi mesi del 2019. Infine sono stati avviati e procedono speditamente i lavori di ristrutturazione del vecchio Palafestival, che sorge in pieno centro e per un periodo è stato utilizzato come una delle sedi degli spettacoli del ROF, ma che era diventato vecchio e poco adatto, rimanendo chiuso per anni: trasformato in un auditorium di duemila posti, sarà intitolato alla famiglia Scavolini, che ha contribuito generosamente ai lavori di ristrutturazione.

 

 

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