La scomparsa di José van Dam

Il grande basso-baritono si è spento a 85 anni in Belgio

SN

20 febbraio 2026 • 2 minuti di lettura

José van Dam (Foto Naomi Baumgartl)
José van Dam (Foto Naomi Baumgartl)

Il mondo dell’opera è in lutto per la scomparsa di José van Dam, uno dei più celebrati cantanti lirici del XX e XXI secolo. Il grande basso-baritono si è spento il 17 febbraio all’età di 85 anni, come reso noto dalle istituzioni musicali legate alla sua lunga carriera, tra cui la Chapelle Musicale Reine Elisabeth che ha diffuso il triste annuncio. Nato a Bruxelles nel 1940, il basso-baritono belga è stato a lungo una figura di riferimento nel panorama operistico internazionale, capace di coniugare una voce importante con una raffinata sensibilità interpretativa.

José van Dam iniziò gli studi di canto giovanissimo al Conservatorio reale di Bruxelles, distinguendosi per subito per la sua voce piena e articolata. Dopo il debutto nella prima metà degli anni Sessanta, la sua carriera esplose rapidamente portandolo sui palcoscenici più prestigiosi della lirica mondiale. Nel suo vastissimo repertorio, Van Dam ha interpretato con maestria ruoli come Leporello e Don Giovanni di Mozart, Figaro ne Il barbiere di Siviglia, Sarastro in Il flauto magico, Filippo II in Don Carlo, Don Quichotte nell’opera di Jules Massenet e ruoli chiave delle opere wagneriane come Hans Sachs ne I maestri cantori di Norimberga. Nel 1983 all’Opéra di Parigi era stato il protagonista nella prima assoluta del Saint-François d'Assise di Olivier Messiaen sotto la direzione di Seiji Ozawa. Le sue performance lo portarono regolarmente al Teatro alla Scala, alla Metropolitan Opera di New York, alla Royal Opera House di Londra, alla Staatsoper di Vienna e in numerosi festival internazionali. Van Dam non fu solo interprete di opere classiche: fu anche protagonista di pellicole legate al mondo operistico: fra tutte si ricorda il celebre Don Giovanni di Joseph Losey nel quale interpretava il ruolo di Leporello accanto al protagonista Ruggero Raimondi. Ritiratosi ufficialmente dalle scene nel 2010, aveva proseguito l’attività concertistica con serate di Lied fino al 2014 prima di dedicare gran parte delle sue energie all’insegnamento, contribuendo alla formazione di nuove generazioni di cantanti. Nell’ottobre 2024 aveva ricevuto il riconoscimento alla carriera agli International Opera Awards.

La notizia della sua scomparsa ha suscitato immediatamente numerose reazioni commosse da parte di colleghi, istituzioni culturali e appassionati di tutto il mondo. Critici musicali e direttori d’orchestra lo hanno ricordato come un “modello di integrità artistica” e “una voce che definiva standard interpretativi”. Molte delle principali istituzioni liriche hanno espresso gratitudine per il contributo ineguagliabile alla scena operistica mondiale. In Belgio, suo paese natale, sono in preparazione eventi commemorativi e concerti dedicati alla sua eredità artistica.