La Primavera di Montecarlo 2023

Dall'8 marzo

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Orchestre Philharmonique de Monte-Carlo (Foto Sasha Gusov)
Orchestre Philharmonique de Monte-Carlo (Foto Sasha Gusov)

Il prossimo 8 marzo riapre i battenti il festival “Printemps des Arts” di Montecarlo, con appuntamenti concertistici che si susseguiranno, per quattro fine settimana, fino al 2 aprile.

La programmazione di quest’anno si presenta, come di consueto, molto vasta ed eclettica, con giornate dense ed intense: appuntamenti che spazieranno dal barocco alla contemporanea, con escursioni nel jazz, nel cinema e nella poesia, quindi incontri, tavole rotonde, masterclass e riunioni con artisti, compositori e giornalisti, prima e dopo i concerti.

Tra gli autori e i temi su cui in questa edizione il direttore artistico Bruno Mantovani ha voluto incentrare l’attenzione troviamo il Fauré delle composizioni per violoncello e pianoforte, il pianismo di Schubert affrontato a tutto tondo dal Michel Dalberto, quindi quello di Scriabin interpretato da Vardhui Yeritsyan e la musica corale, con le formazioni dirette Laurencio Equilbey, ad eseguire il Mendellsohn per voci e orchestra.

L’intenzione di scandagliare l’opera di alcuni autori, ponendo degli interrogativi sul loro divenire e sulle loro evoluzioni stilistiche, è quindi alla base dell’’emblematico motto “Ma fin est mon commencement”, che rievoca il titolo di un celebre rondeaux di Guillaume de Machaut, con il quale il direttore artistico ha voluto nuovamente titolare il festival.

Con quattro prime esecuzioni assolute la programmazione del festival vuole riservare uno spazio particolare alla musica contemporanea, questi i titoli: Antigone di François Meïmoun, con la voce di Laurent Stocker e l’Orchestre Philharmonique di Monte-Carlo (31 marzo); il nuovo quartetto Extasis (1 aprile) di Philippe Schoeller; il ciclo clavicembalistico Désordres passagers di Christophe Maudot  (25 marzo); Remember di Fabrice Jünger con il convolgimento di giovani non musicisti, un quartetto e l’elettronica (22 marzo).

Tra le compagini orchestrali spicca la presenza della BBC Simphony Orchestra, diretta da Eva Ollikainen, che tra gli altri brani in programma interpreterà la Sinfonia n. 7 di Sibelius, quindi  l’Orchestre des Pays de Savoie, La Diane Française e l’Ensemble TM.

Molta musica da camera con i quartetti Diotima, Eneide e il trio Bernold e molta musica del Novecento: Debussy, Kurtag, Bartok, Ligeti, con un’attenzione particolare nei confronti del repertorio americano, con musiche di Aaron Copland, Elliott Carter, Steve Reich, quindi  la rievocazione del jazz di Cher Baker da parte di Riccardo Del Fra con il suo quintetto, accompagnati dall’Orchestre des Pays de Savoie.

L’integrale delle sonate di Scriabin farà da cornice ad una declamazione di poesie di Anna Akhmatova all’interno di un paio di appuntamenti che mettono insieme parola recitata  e musica, come quello con l’attore Laurent Stocker che leggerà Rimbaud con le improvvisazioni pianistiche di Camille Taver.

I lussuosi spazi, sale da concerto e spazi non convenzionali, che il ricco principato mette a disposizione del festival sono numerosi, come l’Auditorium Rainier III, l’Opera, la Galerie Hauser & Wirth, l’Hôtel Hermitage, il Théâtre Princesse Grace o il Club des résidents étrangers, Il Museo Oceanografico il Centre Culturel Prince Jacques e, uscendo dal principato, anche al Conservatorio di Nizza.

 

 

 

 

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