La Lettera aperta della FIALS-CISAL sul futuro delle Fondazioni Lirico Sinfoniche

«Purtroppo il silenzio è a tutt’oggi l’unica risposta ottenuta»

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Il Teatro Carlo Felice di Genova
Il Teatro Carlo Felice di Genova

La Lettera aperta della FIALS-CISAL sul futuro delle Fondazioni Lirico Sinfoniche

«“Per ricostruire il Paese sarà necessario tornare a sognare e a far sognare.”
“... compito precipuo dell’arte, della creatività e degli artisti.”
(messaggio del Capo dello Stato Sergio Mattarella alla cerimonia di consegna del David 2020)

In linea con il messaggio del Presidente della Repubblica alla recente cerimonia di consegna del David 2020, la Federazione Italiana Autonoma Lavoratori dello Spettacolo, FIALS-CISAL, esprime le più sincere congratulazioni e un bene augurante “in bocca al lupo” al Teatro Carlo Felice di Genova e al suo Sovrintendente Claudio Orazi per il coraggio, la fantasia e la determinazione con le quali ha realizzato l’iniziativa inerente i festeggiamenti dello scorso 25 aprile e per quelle annunciate in questi giorni, tramite la stampa, dello spettacolo virtuale“#insieme” che vedranno il Carlo Felice impegnato per portare al pubblico un altro segno di vitalità del Teatro genovese, con il supporto di importanti Istituzioni cittadine.

Nel deprimente scenario attuale delle Fondazioni Lirico Sinfoniche Italiane fa veramente piacere poter esprimere, in questi tristi momenti, tali apprezzamenti nei confronti di una Città, di un Teatro e di un Sovrintendente che dimostrano tanta capacità, tanta attenzione e tanta determinazione per essere vicini concretamente ad una Società sofferente, com’è attualmente quella Italiana, e ad un settore che rischia di diventare moribondo, come quello dello Spettacolo dal Vivo e della musica Lirico Sinfonica.

Da quasi due mesi questa Organizzazione Sindacale cerca di rendere pubbliche queste considerazioni e per farlo si è rivolta ad ogni Istituzione possibile.

Dal Presidente della Repubblica al Presidente del Consiglio, dai Ministri di questo Governo alle Commissioni Cultura di Camera e Senato passando naturalmente dal MIBACT (Ministero di propria competenza), dai Sindaci Presidenti delle Fondazioni Lirico Sinfoniche ai Presidenti di Regione dove queste risiedono, dai Sovrintendenti ai Consigli d’Indirizzo delle stesse e per finire a tutti i mass media, nell’intento di stimolare la consapevolezza che i lavoratori delle Fondazioni Lirico Sinfoniche, dei Teatri di Tradizione, delle Istituzioni Concertistico Orchestrali e in generale di tutti coloro che operano nel campo della Musica e dello Spettacolo dal Vivo, possano e debbano tornare a lavorare, sfruttando le nuove tecnologie e nel completo rispetto delle più severe norme sanitarie oggi indispensabili, come Genova conferma possibile.

Purtroppo il silenzio è a tutt’oggi l’unica risposta ottenuta.

Il silenzio triste e desolante di chi non ha qualità e non dimostra nessuna seria volontà di restituire ai Teatri Italiani la possibilità di svolgere le funzioni sociali che anche la Costituzione riconosce loro e che l’emergenza sanitaria rischia di togliergli, con il tacito ma inspiegabile consenso del MIBACT che, attraverso inaudite “pressioni” del tutto incomprensibili perché in totale contrasto con i contenuti pubblicamente e quotidianamente pubblicizzati, induce alla paralisi le Fondazioni Lirico Sinfoniche e i loro impauritissimi Sovrintendenti.

Il mondo attuale richiede che le persone siano giudicate sui fatti e non sulle parole: per questo motivo le congratulazioni e i complimenti più sentiti devono essere fatti a chi ha trovato il coraggio di portare avanti dei progetti produttivi e concreti, come le Istituzioni Genovesi e il loro Teatro, con la speranza che questo sia di modello per tutte le altre Fondazioni Lirico Sinfoniche e per i loro Sovrintendenti, che in tutto questo tempo non hanno portato nessuna proposta culturale e produttiva per i Teatri di cui sono responsabili, limitandosi a fare solo narcisistici e lacrimevoli sproloqui televisivi privi di ogni costruttiva e progettualità o corposissimi articoli di giornale totalmente vuoti e privi di qualsiasi barlume di proposta culturale.

Il futuro dei Teatri dei quali sono responsabili è nelle loro mani e la sorte di questo inestimabile bene pubblico dipenderà solo dall’impegno e dalla creatività che sapranno dimostrare e dai risultati che sapranno conseguire».

Il segretario generale Enrico Sciarra

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